Sanofi su Flexion per espandersi nella biosurgery

24 marzo, 2017 nessun commento


Secondo alcuni rumors, i dirigenti di Flexion Therapeutics, società americana con sede a Boston, avrebbero accettato un’offerta non vincolante di Sanofi per l’acquisizione della società. A far gola all’azienda francese sarebbe Zilretta, il farmaco per via iniettabile contro l’osteoartrite, per il quale Flexion è in attesa dell’ok della FDA. Il prodotto, un corticosteroide a rilascio prolungato che si somministra a livello del ginocchio, si sposa bene con l’attività di biosurgery di Sanofi, che già vende un prodotto simile per l’osteoartrite, Synvisc. Zilretta è stato accettato per la revisione a dicembre e l’approvazione dell’ente regolatorio americano potrebbe arrivare a ottobre. Secondo gli analisti, il farmaco potrebbe portare fino a 500-600 milioni di dollari in vendite, e ha le possibilità per diventare un blockbuster, se dovesse ricevere un’estensione dell’indicazione per altre articolazioni, oltre che per il ginocchio. Synvisc, invece, ha un diverso meccanismo d’azione, trattandosi di un’iniezione a base di acido ialuronico che integra il fluido naturale dell’articolazione. Le sue vendite hanno già portato nelle casse di Sanofi 408 milioni di euro nel 2016, di cui 313 milioni solo negli USA. I vertici di Sanofi non hanno rilasciato dichiarazioni, ma è abbastanza probabile che, con il rallentamento del suo mercato degli antidiabetici, l’azienda stia guardando ad acquisizioni per crescere. Soprattutto considerando gli interessi recentemente manifestati per  Medivation – acquisizione sfumata a vantaggio di Pfizer – e su Actelion, che Johnson & Johnson gli ha soffiato alla fine dello scorso anno.

 

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