Roche: bene gli anticorpi monoclonali bispecifici nel LNH recidivato o refrattario

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Roche ha presentato al Congresso dell’American Society of Hematology (ASH) – in corso a Orlando – i nuovi dati relativi a due anticorpi monoclonali bispecifici sperimentali anti CD20-CD3 T, mosunetuzumab e CD20-TCB, in pazienti affetti da Linfoma Non-Hodgkin a cellule B recidivato o refrattario.

“Nonostante i recenti progressi terapeutici, i linfomi non-Hodgkin indolenti e aggressivi presentano sfide sempre più difficili da gestire ad ogni ricaduta successiva”, dice Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “I primi risultati sono incoraggianti, poiché suggeriscono che le nostre nuove immunoterapie antitumorali bispecifiche possono rappresentare una ulteriore opzione terapeutica per i pazienti affetti da malattia recidivata o refrattaria al precedente trattamento”.

Mosunetuzumab e CD20-TCB fanno parte di un intenso programma di sviluppo clinico in cui sono studiati sia in monoterapia sia in associazione con altre terapie, inclusi pazienti affetti sia da Linfomi Non-Hodgkin aggressivi sia indolenti.

Mosunetuzumab
Lo studio GO29781 ha valutato mosunetuzumab in pazienti con Linfoma Non-Hodgkin recidivato o refrattario, compresa una popolazione di pazienti che hanno avuto una recidiva di malattia in seguito alla terapia con cellule CAR-T, per i quali le opzioni terapeutiche sono limitate.

I risultati di questo studio sull’aumento del dosaggio (dose escalation) hanno fatto registrare una percentuale di risposta globale (ORR) pari al 62,7% (n=42/67) nei Linfomi Non-Hodgkin indolenti e al 37,1% (n=46/124) nei casi Linfoma Non-Hodgkin aggressivo.

Inoltre, i dati hanno dimostrato una percentuale di risposta completa (CR) pari al 43,3% (n=29/67) nei linfomi indolenti e al 19,4% (n=24/124) in quelli aggressivi.

La risposta completa è risultata durevole, poiché l’82.8% (n=24/29) dei pazienti con LNH indolente sono rimasti in remissione di malattia fino a 26 mesi dal trattamento iniziale mentre il 70.8% (n=17/24) dei pazienti con LNH aggressivo sono rimasti in remissione di malattia fino a 16 mesi dal trattamento iniziale.

Tra i pazienti che avevano ricevuto una precedente terapia CAR-T, la risposta globale è stata del 38,9% (n=7/18) mentre il 22,2% (n=4/18) ha ottenuto una risposta completa. Tra le reazioni avverse, la sindrome da rilascio di citochine (CRS) nel 28,9% dei pazienti, di cui il 20,0% di grado 1 e l’1,1% di grado 3. Gli eventi avversi neurologici di grado 3 si sono verificati nel 3,7% dei pazienti.

CD20-TCB
Lo studio NP30179 di fase I/Ib – in cui era previsto un aumento del dosaggio del farmaco- ha valutato CD20-TCB a dosi comprese tra 0,6 mg e 16 mg in associazione a obinutuzumab in soggetti con LNH a cellule B recidivato/refrattario.

I risultati hanno mostrato una risposta globale del 54% (n=15/28) e una percentuale di risposta completa del 46% (n=13/28).

Questi risultati comprendono una ORR e una CR del 66.7% (n=4/6) tra pazienti con linfoma follicolare e una ORR del 50.0% (n=11/22) e una CR del 40.9% (n=9/11) tra i pazienti con LNH aggressivo.

L’evento avverso più frequentemente osservato con tutti i dosaggi terapeutici è stato la CRS (sindrome da rilascio di citochine), verificatasi nel 67,9% dei pazienti (19/28), sebbene la maggior parte degli eventi sia stata di basso grado (grado 1-2).

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