Presidenza AIFA: Lorenzin indica Stefano Vella

28 marzo, 2017 nessun commento


Sarà Stefano Vella il nuovo presidente dell’Aifa, una volta ratificata l’intesa in Stato Regioni attesa per giovedì prossimo. La scelta è stata comunicata alle Regioni dal ministro Lorenzin che in una lettera indica l’attuale direttore del Centro GLOB – Centro nazionale salute globale dell’Istituto superiore di sanità come successore di Mario Melazzini (nel frattempo diventato DG dell’Aifa) alla carica di presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. I nomi sui quali la ministra doveva scegliere erano tre. Quello di Vella, all’inizio apparso come il candidato meno favorito, e quelli di Giuseppe Remuzzi, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII (ex Ospedali Riuniti) di Bergamo e coordinatore delle ricerche del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri, indicato come candidato ‘ideale’ da parte delle Regioni e quello di Carlo Gaudio, Ordinario di Cardiologia alla Sapienza di Roma, dove è anche Direttore del Dipartimento Cuore e Grossi Vasi “A. Reale e Direttore Struttura Complessa di Cardiologia e Angiologia. Ma su Remuzzi e Gaudio si sono presto fatte sempre più insistenti le polemiche sull’opportunità della scelta. Per Remuzzi è stato avanzato il sospetto di un possibile conflitto di interessi per il suo ruolo al Mario Negri, mentre per Gaudio si è affacciata l’indiscrezione di un pressing a suo favore da parte del dal ministro per lo Sport Luca Lotti e da Denis Verdini che certamente non gli ha giovato. Due siluri che alla fine hanno fatto prevalere il terzo candidato che a questo punto metterà al servizio di Aifa la sua ampia esperienza internazionale e soprattutto quella accumulata nei 13 anni (dal 2003 al 2016) in cui ha rivestito l’incarico di Direttore del Dipartimento del Farmaco presso l’Istituto Superiore di Sanità. Il suo nome dovrà essere ora ratificato giovedì in un’intesa in Conferenza Stato-Regioni e poi la nomina saà ufficiale, con l’emanazione dell’apposito decreto del ministro della Salute.

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