Malattia di Crohn: funziona device bio-elettronico di GSK

20 ottobre, 2016 nessun commento


Fino a 70 punti in meno in un punteggio che vede 450 come il valore peggiore nel valutare i sintomi della malattia di Crohn. È questo il risultato dei primi dati di una sperimentazione pilota di un dispositivo di stimolazione elettronica, messo a punto da SetPoint Medical, per un progetto finanziato da GlaxoSmithKline. La sperimentazione è attualmente in corso in cinque Centri in Europa. Per lo studio, l’impianto bio-elettronico che stimola il nervo vago viene installato in pazienti con forme da moderata a grave della malattia di Crohn, nonostante il trattamento con un farmaco antagonista del fattore di necrosi tumorale (TNF). La terapia funziona fornendo impulsi elettrici nervosi che innescano un riflesso infiammatorio che serve a ridurre proprio l’infiammazione nell’organismo.

Finora l’impianto è stato installato su otto pazienti, a livello del collo. A 16 settimane dall’impianto dello stimolatore sono stati valutati i sintomi della malattia utilizzando il Disease Activity Index di Crohn (CDAI). Un CDAI superiore di 450 indica una forma grave. Nella sperimentazione, sei pazienti hanno visto i loro punteggi ridursi di 70 punti, mentre tre malati hanno raggiunto la remissione o la normalizzazione del rivestimento dell’intestino, come visualizzato dall’endoscopia.“Il trattamento è stato ben tollerato e ha ridotto significativamente i sintomi in sei delle otto persone coinvolte nella sperimentazione. Stiamo valutando ora una nuova coorte di pazienti per proseguire lo studio”, ha dichiarato Geert D’Haens, professore di gastroenterologia all’Academic Medical Center dell’Università di Amsterdam. Attualmente non ci sono cure definitive per la malattia di Crohn. Per ritardare la progressione di questa patologia vengono utilizzati steroidi e immunosoppressori, mentre i pazienti che non traggono giovamento da queste terapie farmacologiche possono sottoporsi a intervento chirurgico. “I malati hanno bisogno di alternative terapeutiche e il nostro dispositivo ha buone premesse per diventarlo”, ha dichiarato Anthony Arnold, CEO di SetPoint. Dal canto suo GSK sta scommettendo molto sulla cosiddetta elettroceutica, che si basa sull’utilizzo di dispositivi impiantabili per stimolare gli impulsi dell’organismo per guarire da alcune malattie. I dispositivi, concepiti per portare cambiamenti biochimici normalmente indotti per via farmacologica, possono essere usati in combinazione con i medicinali o sostituirli del tutto.

 

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