Ipsen: la CE approva cabozantinib (HCC)

15 novembre, 2018 nessun commento


La Commissione Europea ha approvato cabozantinib di Ipsen nei dosaggi 20, 40, 60 mg come monoterapia per il Carcinoma Epatocellulare (HCC) negli adulti precedentemente trattati con sorafenib.

“L’approvazione di cabozantinib da parte della Commissione Europea offre una nuova opzione necessaria ai pazienti con carcinoma epatocellulare. Fino ad ora, i medici in Europa avevano a disposizione solo una terapia approvata per il trattamento di seconda linea di questo tumore aggressivo e difficile da trattare. Siamo orgogliosi di presentare cabozantinib come trattamento innovativo che ha dimostrato di prolungare la vita dei pazienti con carcinoma epatocellulare precedentemente trattati”, afferma Harout Semerjian, Chief Commercial Officer di Ipsen.

La Commissione Europa ha già approvato cabozantinib per il trattamento del carcinoma a cellule renali avanzato (aRCC) sia nei pazienti adulti naïve al trattamento, a rischio intermediate e poor (maggio 2018), che negli adulti trattati con precedente terapia target anti-VEGF (settembre 2016).

Lo studio CELESTIAL
L’approvazione di cabozantinib si basa sui risultati dello studio CELESTIAL. Si tratta di uno studio globale di fase 3 randomizzato, in doppio cieco, di cabozantinib controllato vs placebo in pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato trattati in precedenza con sorafenib. Lo studio è stato condotto globalmente in più di 100 centri in 19 Paesi. Lo studio è stato progettato per arruolare 760 pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato trattati in precedenza con sorafenib che potevano aver ricevuto fino a due precedenti terapie antitumorali sistemiche per carcinoma HCC e con adeguata funzionalità epatica. L’arruolamento dello studio è stato completato a settembre 2017, e sono stati randomizzati 773 pazienti. I pazienti sono stati randomizzati con una ratio di 2:1 a ricevere 60 mg di cabozantinib una volta al giorno o placebo e sono stati stratificati in base all’eziologia della malattia (epatite C, epatite B o altro), regione geografica (Asia verso altre regioni) e presenza di malattia extraepatica e/o invasione macrovascolare (sì o no). Non era permesso il cross-over tra i bracci dello studio.

L’endpoint primario dello studio è l’OS, gli endpoint secondari includevano la percentuale di risposta obiettiva (ORR) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Gli endpoint esploratori includevano i patient reported outcome, i biomarcatori e la sicurezza.

Sulla base dei dati clinici disponibili provenienti da diversi studi condotti nel setting in seconda linea dell’HCC, l’ipotesi statistica per l’endpoint primario di OS nel CELESTIAL prevedeva una mediana di 8.2 mesi di OS per il gruppo placebo. Erano quindi richiesti un totale di 621 eventi nello studio per ottenere una potenza del 90% al fine di rilevare un aumento del 32% della mediana di OS nell’analisi finale (HR 0.76). Sono state pianificate due analisi ad interim e condotte rispettivamente al 50% e al 75% dei 621 eventi previsti. Il comitato indipendente di monitoraggio dei dati per lo studio ha raccomandato di interrompere la sperimentazione per efficacia dopo la revisione della seconda analisi ad interim programmata.

Lo studio CELESTIAL ha raggiunto il suo endpoint primario con cabozantinib registrando un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sopravvivenza globale (OS) rispetto al placebo in pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato (HCC). I dati di sicurezza dello studio erano coerenti con il profilo di cabozantinib.

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