G7, proposta UK: 1,5 mld di dollari per ogni nuovo antibiotico

30 maggio, 2016 nessun commento


(Reuters  Health) – La Gran Bretagna sta spingendo per la realizzazione di un piano globale che da un lato premi le aziende per lo sviluppo nuovi antibiotici e dall’altro spinga la popolazione a ridurre l’uso di antibiotici.

Una revisione commissionata dal governo britannico e pubblicata la scorsa settimana ha suggerito che nell’urgente corsa alla ricerca di nuovi antimicrobici, le aziende farmaceutiche devono accettare il pay or play. Combattere la minaccia globale rappresentata da infezioni dei superbug resistenti ai farmaci è infatti una priorità globale: la resistenza antimicrobica potrebbe uccidere 10 milioni di persone l’anno e costare fino a 100 miliardi di dollari entro il 2050, se non sarà sotto controllo.

La proposta de Governo britannico
Jim O’Neill, ex responsabile economico di Goldman Sachs  e leader del team che ha condotto la revisione, ha dichiarato che dovrebbe essere elargita una ricompensa di 1-1,5 miliardi di dollari per ogni nuovo antimicrobico di successo immesso sul mercato.

Il primo ministro britannico David Cameron porterà l’attenzione sul tema in occasione del prossimo G7 che si terrà venerdì 3 giugno in Giappone. Cameron annuncerà l’impegno della Gran Bretagna a lavorare con esperti di finanza e di salute globale per lo sviluppo, la commercializzazione e la diffusione di nuovi antibiotici, dove necessario.

“Il Regno Unito insieme alla comunità internazionale cercherà di comprendere come questi premi potrebbero essere finanziati, anche attraverso l’utilizzo dei fondi del settore privato”, ha detto il governo in un comunicato.

La Gran Bretagna impiegherà di 50 milioni di sterline (74 milioni di dollari) per avviare un fondo d’innovazione globale per contribuire allo sviluppo di nuovi antimicrobici, nonché di strumenti diagnostici e vaccini.

Per quanto riguarda l’Inghilterra, inoltre, il governo ha dichiarato che cercherà di dimezzare la prescrizione inappropriata degli antibiotici da parte dei medici entro il 2020 e di individuare un obiettivo generale per l’uso di antibiotici nel bestiame d’allevamento.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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