COVID-19, vaccini russo e cinese. I dubbi degli scienziati

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(Reuters Health) – I vaccini COVID-19 sviluppati in Russia e Cina condividono una caratteristica: si basano sul virus di un comune raffreddore a cui molte persone sono esposte e verso il quale hanno formato anticorpi. Un aspetto che potenzialmente inficia l’efficacia di questi prodotti. A sottolinearlo sono alcuni esperti internazionali nel campo dei vaccini, come Anna Durbin, della Johns Hopkins University, e Hildegund Ertl, founding director del Wistar Institute Vaccine Center di Philadelphia.

Il vaccino di CanSino, in uso presso l’Esercito cinese, utilizza una forma modificata di adenovirus di tipo 5 (Ad5). Il prodotto messo a punto dal Gamaleya Institute di Mosca – e approvato in Russia all’inizio del mese di agosto – si basa anch’esso su Ad5 e su un secondo adenovirus meno comune, Ad26.

Sia il vaccino russo, sia quello cinese, utilizzano la strategia del virus ‘vettore’ – in questo caso l’Ad5 – per trasportare i geni bersaglio nelle cellule umane, stimolando una risposta immunitaria per combattere il virus target. Ma se un soggetto ha gli anticorpi contro Ad5, il vettore potrebbe essere distrutto prima di riuscire a trasportare i geni, rendendo di fatto il vaccino meno efficace.

In Cina e negli USA circa il 40% delle persone ha livelli elevati di anticorpi da precedenti esposizioni ad Ad5. In Africa, i livelli potrebbero arrivare all’80%.

Fonte Reuters Health News

(Versione italiana Daily Health Industry)

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