Brexit: l’Onu teme per la tenuta socio-sanitaria. Fari accesi sui diritti delle persone disabili

1 settembre, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili ha dichiarato di nutrire preoccupazioni per la Gran Bretagna a causa dei tagli ai finanziamenti, della limitazione dei diritti e dell’incerto futuro post-Brexit. Il comitato, che esamina la conformità degli Stati nei confronti della Convenzione del 2006 sui diritti delle persone con disabilità, ha pubblicato un rapporto di 17 pagine con raccomandazioni su come la Gran Bretagna dovrebbe agire per migliorare la situazione.”In base alle informazioni che abbiamo ricevuto, Il Regno Unito è al momento in ritardo”, ha detto a Ginevra Stig Langvad, membro del comitato. La Gran Bretagna ha dichiarato di essere delusa dalla relazione. Ha affermato che il rapporto non riflette i dati forniti al comitato e non riconosce i progressi fatti. “Le misure di austerità intraprese stanno danneggiando mezzo milione di persone. Ogni disabile sta perdendo una cifra di 2.000-3.000 sterline all’anno; le persone vengono gettate in situazioni di lavoro senza tutela per la loro vulnerabilità; quello che abbiamo accertato è sconvolgente”, ha detto la presidente della commissione delle Nazioni Unite, Theresia Degener .”Le persone con disabilità hanno paura del futuro sia perché non sanno cosa stia succedendo sia perchè non sono coinvolti nelle discussioni su come garantire i diritti dei disabili dopo Brexit”. “Spendiamo più di 50 miliardi di sterline (64,63 miliardi di dollari) all’anno per sostenere le persone disabili e quelle in condizioni sanitarie precarie – cifra mai spesa in precedenza e che la colloca al secondo posto tra i paesi del G7”, ha replicato un portavoce del Governo britannico.

 

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

 

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