Brexit: come e quanto cambierà il biotech?

23 dicembre, 2016 nessun commento


Sono passati sei mesi da quando gli inglesi hanno votato a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma i risvolti economici sull’industria britannica, e sul biotech in particolare, di questa decisione non sono ancora chiari. Molto dipenderà da come il Governo inglese gestirà i rapporti con gli altri Paesi europei e se questi ultimi saranno aperti alle decisioni prese oltremanica.

I dirigenti del settore biotech, dunque, non hanno ancora risposte su domande chiave. Per esempio su come cambieranno i flussi di capitale o sul modo in cui varierà la capacità delle aziende di assumere all’estero o le regole alle quali dovranno sottostare, se a cambiare sarà anche l’ente regolatorio. Domande alle quali cercano risposte anche le case farmaceutiche non europee. Molto dipenderà proprio dal futuro dell’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, che con i suoi 900 dipendenti attualmente ha sede a Londra. I politici britannici vorrebbero tenere la sede nella capitale inglese, presentando questa soluzione come valida e vantaggiosa per tutti. Il resto dell’UE, però, non la vede così, dal momento che non vuole lasciare un’istituzione chiave come l’EMA con sede fuori dai suoi confini. Se, come previsto, l’EMA si sposterà, ci sono già diverse città pronte ad accoglierla. Svezia, Irlanda, Spagna, Danimarca, Germania e Italia stanno tutti facendo pressioni per ospitare l’EMA. Il governo giapponese, inoltre, ha già messo in guardia Londra che se la sede dell’ente regolatorio europeo si sposterà, le sue aziende farmaceutiche la seguiranno, anche se, fino ad ora, le società biotech stanno continuando a investire in Inghilterra. In ogni caso, la decisione di lasciare l’UE sarà formalizzata da parte del Regno Unito a marzo del 2017. E probabilmente allora si avranno le risposte alle domande pendenti. Il processo di uscita, però, sarà lungo due anni, un tempo considerato troppo breve per risolvere e definire come sarà la Gran Bretagna fuori dall’UE. Per cui è possibile che i dirigenti del biotech arriveranno a Natale dell’anno prossimo senza sapere ancora bene quale impatto avrà la Brexit sul loro business.

 

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