BMS: sei lanci di prodotti e due assi nella manica

Condividi:
Share

I dirigenti di BMS hanno parlato, la scorsa settimana, di sei lanci di prodotti previsti a breve termine in seguito alla fusione della società con Celgene per la cifra di 74 miliardi di dollari.

Investitori ed analisti hanno sollecitato la società a fornire dettagli su come la fusione potrà produrre entrate sicure e una crescita degli utili a lungo termine.

Gli investitori si sono concentrati anche su una cattiva notizia: BMS ha ritirato la domanda alla FDA per una combinazione farmacologica di due dei suoi farmaci immuno-oncologici, Opdivo e Yervoy, per curare un sottogruppo di pazienti con cancro del polmone precedentemente non trattato.

La notizia ha fatto un po’ passare sotto silenzio le ottime vendite del quarto trimestre 2018, che sono cresciute del 10% attestandosi a 5,97 miliardi di dollari.

È interessante notare che questa performance è stata in gran parte determinata dalle vendite di Opdivo, migliori di quanto previsto, che hanno portato in cassa 1,8 miliardi di dollari (le stime erano di 1,47 miliardi di dollari, secondo Refinitiv). I 94 centesimi di valore per azione hanno superato l’aspettativa media di 85 centesimi, secondo la ricerca sugli investimenti di Zacks.

BMS, inoltre, ha confermato la sua previsione EPS GAAP 2019, compresa tra i 3,75 e i 3,85 dollari, aggiungendo l’ipotesi che i ricavi cresceranno intorno al 5% ,escludendo qualsiasi impatto derivante dalla fusione con Celgene.

I dirigenti di BMS hanno ribadito gran parte di ciò che avevano detto in occasione della fusione con Celgene il mese scorso, con focus primario sui lanci di prodotti a breve termine.

La società è inoltre particolarmente entusiasta di due candidati, entrambi terapie cellulari CAR-T: Liso-cel per il trattamento dei tumori del sangue delle cellule B e bb2121 contro il mieloma multiplo.

Secondo il CFO Christopher Boerner, Liso-cel ha il potenziale di superare le due terapie CAR-T che sono già sul mercato per curare i tumori delle cellule B, Kymriah di Novartis e Yescarta di Gilead.

Questo perché negli studi clinici Liso-cel (precedentemente JCAR017) ha mostrato una bassa percentuale di sindromi da rilascio di citochine (CRS), un pericoloso effetto collaterale che spesso richiede che i pazienti di Kymriah e Yescarta siano ricoverati in ambiente ospedaliero per essere monitorati.

Boerner ha detto che BMS è ottimista anche riguardo a bb2121, terapia CAR-T contro il mieloma multiplo che Celgene ha sviluppato con Bluebird Bio. Negli studi clinici, bb2121 ha dimostrato un tasso di risposta globale del 96% nei pazienti in fase avanzata trattati in precedenza, rispetto a un tasso di risposta tra il 29 e il 59% per i trattamenti standard.

Complessivamente, la piattaforma CAR-T di Celgene “rappresenta un valore importante e differenziato per l’azienda”, ha affermato Boerner. “Consideriamo la terapia CAR-T un’eccellente opportunità per il nostro franchise oncologico, visti i dati di efficacia, senza precedenti, dimostrati con questo tipo di trattamento”.

Oltre al potenziale di lancio di questi sei prodotti nei prossimi due anni, la fusione sta dando a BMS “una pipeline che continuerà ad avanzare e genererà nuove opportunità di lancio tra ora e il 2025”, ha detto il presidente di BMS, Giovanni Caforio. il contributo dei singoli, l’ampiezza delle opportunità di crescita; questo è davvero complementare ed eccitante per la nuova società”.

Notizie correlate

Lascia un commento