Biotech, medical device, start up: i fondi statali puntano sull’health economy

9 ottobre, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Gli investimenti nel settore sanitario dei fondi sovrani sono più che raddoppiati in un anno. Dai dati forniti dal Sovereign Wealth Fund Institute, infatti, gli investimenti diretti all’assistenza sanitaria nell’anno in corso ammonterebbero a 5,58 miliardi di dollari, almeno fino a metà settembre, contro i 2,15 miliardi nei primi tre trimestri del 2016. Un cambio di rotta probabilmente dovuto alle deludenti performance dei titoli sui quali si è investito finora.Oltre al settore ricerca e sviluppo, soprattutto nell’innovazione nel campo delle biotecnologie e dei device medici, i finanziamenti pubblici stanno andando anche a catene di ospedali e centri ultraspecializzati. E la pressione sul settore per innovare è enorme. I governi dei Paesi occidentali devono infatti affrontare l’onere finanziario di una popolazione che invecchia sempre di più, con previsioni che stimano che la spesa sanitaria globale raggiungerà gli 8,7 trilioni di dollari nel 2020. Di contro, per assicurare l’accesso a tutti nei mercati emergenti, i costi devono diminuire. Secondo i dati di Boston Consulting Group (BCG), il settore sanitario rappresenta il 13% degli investimenti dei fondi sovrani con 54 accordi attesi nel 2017, cinque volte quelli siglati nel 2012. Nello specifico, i fondi coinvolti sono molti. Temasek, il fondo di investimento di Singapore, ha investito 800 milioni di dollari su Verily, l’unità delle scienze della vita di Alphabet Inc, finanziamento al quale ha fatto seguito un investimento su Coherus Biosciences, che sta sviluppando biosimilari. L‘Irland’s Strategic Investment Fund (ISIF), invece, che ha il 10% dei suoi soldi investiti in ambito sanitario, ha siglato accordi con GMI, una start-up che studia fattori genetici e stile di vita legati allo sviluppo delle malattie. Investimenti che possono rivelarsi particolarmente redditizi. L’ISIF, per esempio, avrebbe raccolto nove volte quello che aveva investito nell’azienda Neuravi. Ma ad investire su farmaci generici e device medici è stato anche l’Abu Dhabi Investment Authority, che ha messo soldi anche in Brasile, nonostante i problemi economici. Mentre fondi sovrani più piccoli, come l’Oman Investement Fund, ha finanziato tecnologia e ricerca dell’Università di Cambridge. Gli investimenti starebbero andando anche a favore di ospedali e cliniche specializzate. “Le classi medie nei mercati emergenti richiedono servizi ospedalieri migliori di quelli offerti dal pubblico”, ha sottolineato Javier Capape, direttore del Sovereign Wealth Lab presso la IE Business School di Madrid. Così GIC, di Singapore, ha investito direttamente in una catena di ospedali in India e nelle Filippine, mentre Khazanah, della Malesia, ha investito in gruppi sanitari attivi in Turchia e in Bulgaria. Infine, il fondo sovrano russo starebbe collaborando con l’Arabia Saudita per costruire un centro pediatrico altamente tecnologico nel Tatarstan.

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