Biosimilari: solo 1 europeo su 3 li conosce e non li teme

1 settembre, 2016 nessun commento


(Reuters  Health) – Secondo i dati ricavati da una serie di sondaggi, sono molti i pazienti europei che non hanno mai sentito parlare di biosimilari e alcuni di quelli che sostengono di esserne a conoscenza dimostrano ancora molta confusione.I ricercatori della Nancy University Hospital e della University of Lorraine (Francia) hanno analizzato i dati provenienti da alcuni sondaggi online compilati da 1.181 pazienti con malattia dell’intestino irritabile o morbo di Crohn. Complessivamente, solo il 38% degli intervistati aveva sentito parlare dei farmaci biosimilari.

Quando i ricercatori hanno posto a queste 383 persone ulteriori domande per approfondire la tematica, il 47% si è detto preoccupato per la sicurezza dei biosimilari e il 40% ha dichiarato di avere dubbi sul fatto che i farmaci generici siano efficaci. “Penso che sia proprio della natura umana sospettare di qualsiasi cosa che risulti poco familiare o nuova e che potrebbe sostituire un prodotto con cui si ha già dimestichezza” sottolinea Donald Miller, ricercatore di Farmacia presso la North Dakota State University di Fargo. “I pazienti non devono preoccuparsi”, chiarisce Miller, che ha fatto parte di gruppi di esperti per la consulenza alle autorità di regolamentazione Usa dei farmaci proprio per quanto riguarda i biosimilari. Il team di ricerca, guidato da Laurent Peyrin-Biroulet,  ha anche evidenziato come la maggiore preoccupazione dei pazienti riguardi anche l’efficacia dei biosimilari . Solo il 25% dei partecipanti che avevano familiarità con i biosimilari sostiene di non avere dubbi su questi farmaci.
“I biosimilari, prima di raggiungere il mercato, passano attraverso test clinici rigorosi che ne garantiscono sicurezza ed efficacia – osserva Daniel Solomon, ricercatore al Brigham and Women Hospital e alla Harvard Medical School di Boston – Sono quasi identici dal punto di vista della struttura chimica e delle proprietà farmacologiche. Le differenze devono dimostrare di non pregiudicare la sicurezza o i benefici del farmaco.  Anche se non sono identici al farmaco originale, sono estremamente simili e sono stati sottoposti a test molto rigorosi”.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

 

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