Biogen guida studio che personalizza rischio PML per chi assume natalizumab

12 ottobre, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori americani avrebbe messo a punto un metodo per calcolare, paziente per paziente, il rischio di sviluppare leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) associata a natalizumab, nelle persone che soffrono di sclerosi multipla. La valutazione partirebbe dai dati del paziente, stratificando poi il rischio a partire dalle concentrazione di anticorpi anti-John Cunnincham virus (JCV). La ricerca, pubblicata su The Lancet Neurology, è stato coordinata da Pei-Ran Ho, di Biogen, l’azienda che commercializza natalizumab. Le stime precedenti del rischio di PML venivano fatte sulla base degli anticorpi anti-JCV nel siero, valutando un passato utilizzo di immunosoppressori e la durata del trattamento, calcolati usando ipotesi basate sulla popolazione.

Per sviluppare stime personalizzate, Ho e colleghi hanno preso in considerazione dati provenienti da più di 37mila pazienti trattati con natalizumab che facevano parte di quattro studi osservazionali. I dati demografici iniziali delle persone prese in considerazione erano abbastanza omogenei, con un’età media di 40 all’inizio dello studio e circa il 70% dei partecipanti donne. Era invece disomogenea l’esposizione a natalizumab, con una media di infusioni che andava da 29 a 65 e l’utilizzo di immunosoppressori che variava dal 7 al 20% dei pazienti.In totale, 156 pazienti tra tutti quelli considerati avevano sviluppato PML. Il rischio di sviluppare questa malattia per i pazienti che avevano valori negativi degli anticorpi anti-JVC era meno di 0,07 ogni mille pazienti. Nei pazienti positivi, invece, la probabilità di sviluppare PML in sei anni, con 72 infusioni di natalizumab, era del 2,7% in coloro che avevano precedentemente fatto uso di immunosoppressori e di 1,7% in coloro che non avevano assunto questi farmaci prima. Nei pazienti che non avevano precedentemente assunto immunosoppressori, i range di rischio di PML ogni mille pazienti andavano da 0,01 nel primo anno a 0,6 nel sesto, per i pazienti che avevano un titolo di anticorpi anti-JVC di 0,9 o inferiore; da 0,1 nel primo anno a 3 nel sesto anno, per le persone che avevano anti-JVC tra 0,9 e 1,5; da 0,2 nel primo anno a 10 nel sesto per per persone con un titolo di anticorpi anti-JVC superiore a 1,5.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

 

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