Bayer: Q3 stellare, ma preoccupa l’accordo con Monsanto

28 ottobre, 2016 nessun commento


 

Il business farmaceutico di Bayer è cresciuto rapidamente distanziando le altre aziende nel terzo trimestre, con vendite aumentate di oltre il 7%.  In una nota intitolata “Un buon numero di cifre per confermare i timori degli investitori”, Ronny Gal, analista di Bernstein,  ha citato non solo la crescita del gruppo farmaceutico, arrivato a 4,1 miliardi di euro, ma anche l’aumento del 13% nei ricavi al lordo di interessi, deprezzamento e tasse. Per l’intero anno, Bayer prevede 16 miliardi o più di vendite, con 6 miliardi nel consumer, un business che finora non ha dato i risultati sperati. Gal e altri analisti temono che la fusione con Monsanto possa far perdere all’azienda il focus sul pharma. Inoltre permane il timore che Bayer impieghi meno risorse economiche nella R&S, che recentemente ha prodotto ottimi frutti con l’estensione delle indicazioni per blockbuster Eylea e per l’antocoagulante Xarelto, e con l’ampliamento della pipeline oncologica con copanlisib, un medicinale per il linfoma non-Hodgkin, il cui lancio è previsto entro il 2018.

L’accordo con Monsanto rappresenta “un’opportunità persa per sviluppare la pipeline farmaceutica”, ha scritto Gal a fine luglio, notando che “Bayer non dispone dei fondi per investire contemporaneamente nel settore agricolo e nel Pharma” . Un altro analista, Craig Smith di BMI Research, ha sollevato preoccupazioni simili all’inizio dell’anno, facendo notare che l’azienda con sede a Leverkusen spende meno delle altre Big Pharma in R&S. Considerando ciò, l’accordo con Monsanto“potrebbe notevolmente ridurre la capacità di Bayer di crescere all’interno dello spazio dei prodotti farmaceutici”. Un passo indietro sugli investimenti potrebbe ostacolare soprattutto la BU consumer, che non ha dato i risultati attesi in termini di espansione e sta crescendo poco. Secondo Gal,  lo sviluppo della pipeline è la chiave di volta per il futuro di questa unità. A rafforzare queste preoccupazioni è la stessa Bayer, che ha riconosciuto come la sua divisione sanitaria, che include pharma, Consumer Health e salute animale, avrà meno importanza dopo la chiusura dell’accordo con Monsanto. Il reparto sanitario ha rappresentato quasi il 70% delle vendite dell’azienda nel 2015, mentre le proiezioni per il post fusione mostrano indicano una flessione al 49% delle future vendite. Dal punto di vista regolatorio, alcuni esperti hanno sollevato perplessità sulla fusione. I funzionari europei temono un’entrata dalla porta secondaria per prodotti agro-farmaceutici geneticamente modificati. Bayer afferma che ha intenzione di presentare le domande necessarie negli Stati Uniti entro la fine dell’anno e nell’Unione Europea nel primo trimestre del prossimo anno. L’azienda punta a una chiusura formale dell’accordo entro la fine del 2017.

 

 

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