AbbVie: accordo con Argenx per sviluppo immunoncologia

21 aprile, 2016 nessun commento


AbbVie continua a ritmo sostenuto la costruzione della sua pipeline oncologica: ha appena firmato un importante accordo con la belga Argenx per ottenere l’accesso alla fase pre-clinica del suo candidato immunoncologico. Argenx si occuperà infatti del test pre-clinico di ARGX-115 e, se andrà bene, passerà la parte di sperimentazione umana a AbbVie.

Il colosso americano pagherà in anticipo un compenso di 40 milioni di dollari per questi diritti, e vi aggiungerà 20 milioni di dollari per le milestone pre-cliniche a breve termine. La piccola azienda biotech è in linea per ricevere uno sviluppo aggiuntivo, pagamenti normativi e commerciali fino a 625 milioni di dollari, così come royalty a doppia cifra sulle vendite, se il farmaco otterrà l’approvazione.

Un accordo articolato
Oltre al programma ARGX-115, AbbVie finanzierà un’ulteriore ricerca di argenx legata al GARP per un periodo iniziale di due anni. Il produttore di Humira può anche concedere in licenza i candidati che arrivano da questa ricerca, per i quali Argenx potrebbe ottenere ulteriori milestone e royalty.
Il farmaco è stato scoperto con il de Duve Institute/ Université Catholique de Louvain / WELBIO poco più di un anno fa attraverso l”Innovative Access Program’ di Argenx che la vede lavorare a stretto contatto con gruppi accademici per trovare nuovi obiettivi.
ARGX-115, attualmente in fase pre-clinica, funziona stimolando il sistema immunitario di un paziente dopo che un tumore l’ha indebolito, co-optando diverse cellule immunosoppressive come le cellule T (Tregs), che possono inibire altri effettori con la produzione di TGF-β attivo.
La  proteina della membrana del GARP giocherebbe un ruolo nella regolazione della produzione di TGF-β attivo da parte dei Tregs e in studi pre-clinici su ARGX-115 il farmaco ha dimostrato di poter inibire l’attività immunosoppressiva dei Tregs umani legandosi al complesso di Garp inattivo e prevenendo il rilascio di TGF-β attivo.

AbbVie in questi giorni ha anche firmato un contratto di 5 anni con la University of Chicago, che vedrà entrambi isoggetti impegnati nel far progredire la ricerca in diverse aree dell’oncologia: seno, polmoni, prostata, colon-retto ed ematologia. La casa farmaceutica ha anche detto che di aver ottenuto un’opzione per la licenza esclusiva di eventualo scoperte dell’ateneo che si verificheranno nell’ambito della durata del contratto.

I commenti
Il chief business officer di AbbVie, Debbie Allen, ha detto che, in virtù del suo meccanismo d’azione, il farmaco potrebbe potenzialmente trattare tutte le forme di cancro e potrebbe anche essere usato con altre molecole, come inibitori del checkpoint in test futuri.

Il Ceo di Argenx, Tim Van Hauwermeiren, sostiene che la sua azienda aveva una “posizione di cassaforte” di circa 54 milioni di euro prima dell’accordo con Abbvie, e aveva iniziato la negoziazione in borsa Euronext nel 2014 dopo 40 milioni di euro di offerta pubblica iniziale.

“La possibilità di accedere ai mercati dei capitali degli Stati Uniti è importante. – ha aggiunto Van Hauwermeiren –  Essere quotati al Nasdaq è un’opzione strategica che stiamo valutando. L’accordo con AbbVie naturalmente ci aiuta anche con il mercato degli Stati Uniti “.

I candidati di Argenx
Argenx ha anche diversi altri farmaci in fase iniziale di sperimentazione, ma questi rimangono separati dall’affare con AbbVie. RGX-110 e ARGX-111, per esempio, sono un paio di programmi sul cancro in fase Ib con l’ ARGX-113 che li segue da vicino. Van Hauwermeiren ha detto che una volta che questi avranno raggiunto la prova clinica di concept, potranno diventare disponibili per i partenariati farmaceutici.

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