Pfizer: arriva in Europa Vyndaquel per la ATTR CM

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Pfizer ha annunciato che la Commissione europea ha approvato Vyndaquel (tafamidis), una capsula orale da 61 mg una volta al giorno, per il trattamento dell’Amiloidosi da transtiretina wild-type (acquisita) o ereditaria in pazienti adulti con cardiomiopatia (ATTR-CM).

“Fino ad oggi, nell’Unione Europea, non erano disponibili farmaci approvati per il trattamento dei pazienti con ATTR-CM. L’approvazione di oggi rappresenta, quindi, un incredibile progresso e riflette il nostro costante impegno nel rendere disponibili farmaci innovativi per i pazienti con malattie rare”, dice Paul Levesque, Global President, Pfizer Rare Disease. “Tafamidis è il primo farmaco ad avere due formulazioni approvate nell’UE per trattare le manifestazioni di amiloidosi da transtiretina: una per la cardiomiopatia e una per la polineuropatia di stadio 1”.

La cardiomiopatia amiloidotica correlata alla transtiretina (ATTR-CM) è una malattia rara e pericolosa per la vita, caratterizzata dall’accumulo di depositi patologici di un materiale proteico insolubile, chiamato amiloide a livello cardiaco, ed è caratterizzata da cardiomiopatia restrittiva e scompenso cardiaco progressivo. In media, i pazienti vivono solo da 2 a 3,5 anni dopo la diagnosi.

L’approvazione della Commissione europea si basa sui risultati dello studio di Fase 3 ATTR-ACT, il primo e unico studio clinico completato su scala globale, in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, per valutare la terapia farmacologica nel trattamento della ATTR-CM. Lo studio ha confrontato i pazienti che hanno ricevuto una dose orale giornaliera di 20 mg o 80 mg di tafamidis meglumine rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo.

Nell’analisi primaria dello studio, tafamidis meglumine ha dimostrato una riduzione significativa della combinazione in ordine gerarchico di mortalità per tutte le cause e frequenza di ospedalizzazioni per cause cardiovascolari, rispetto al placebo, durante un periodo di 30 mesi in pazienti con ATTR-CM wild-type o ereditaria (p=0.0006).

Inoltre, l’analisi dei singoli componenti dell’endpoint primario ha dimostrato una riduzione del rischio relativo di mortalità per tutte le cause e del rischio relativo di ospedalizzazioni per cause cardiovascolari del 30% (p=0,026) e del 32% (p <0,0001), rispettivamente, con tafamidis meglumine rispetto a placebo.

Tafamidis ha ottenuto, inoltre, un beneficio significativo rispetto al placebo sulla capacità funzionale e sullo stato di salute, evidente già nei primi 6 mesi dall’inizio del trattamento e che si mantiene per 30 mesi. In particolare, ha ridotto la velocità di peggioramento sia della capacità funzionale al test del cammino dei 6 minuti (p <0,0001) sia della qualità di vita misurata dal punteggio del Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (p <0,0001).

Tafamidis è stato ben tollerato in questo studio, con un profilo di sicurezza osservato paragonabile al placebo. La frequenza degli eventi avversi nei pazienti trattati con il farmaco era simile e paragonabile al placebo. L’approvazione si basa anche sui risultati di una valutazione della forma di acido libero di tafamidis 61 mg che dimostrano che una capsula da 61 mg corrisponde a una dose di 80 mg di tafamidis meglumine (4 capsule da 20 mg). La sicurezza della dose da 61 mg non è stata valutata nello studio ATTR-ACT. La dose da 61 mg è stata sviluppata per agevolare il paziente consentendo la somministrazione giornaliera di una singola capsula.

Nel 2011 era stata approvata nell’Unione Europea una formulazione diversa del prodotto: tafamidis meglumine in capsule da 20mg per l’amiloidosi da transtiretina in pazienti adulti con polineuropatia (ATTR-PN) sintomatica di stadio 1, al fine di ritardare la compromissione neurologica periferica.

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