Nestlé debutta nell’health. 100 mln di Euro per un test allergologico

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(Reuters Health) – Nestlé sta intensificando il suo impegno nel settore della ricerca medica e della salute e scende in campo con la sperimentazione di un test per le allergie al latte vaccino nei neonati. L’azienda ha comunicato qualche giorno fa un accordo del valore di 100 milioni di euro (111 milioni di dollari) per sviluppare e commercializzare il test allergologico al latte vaccino. Il gruppo svizzero pagherà a DBV Technologies, un acconto di 10 milioni di euro per i diritti sul patc-test cutaneo per le allergie alle proteine del latte vaccino, mentre il saldo avverrà allo sviluppo definitivo del test.

Azioni in salita
Naturalmente le azioni della società biotech francese sono salite del 5% dopo l’annuncio della notizia. L’accordo dimostra l’impegno di Nestlé nei riguardi della divisione Health Science, che a suo avviso potrebbe generare più di 10 miliardi di franchi svizzeri in vendite annuali. In questo modo il colosso alimentare rinforza il business della linea infanzia per la quale è leader nel mondo e potrebbe aiutare a far risalire le vendite per prodotti dedicati ai bambini che hanno intolleranze alimentari.

Nestlé ha firmato una serie di accordi simili con altre aziende più piccole nel tentativo di creare un nuovo business che dovrebbe essere a metà strada tra prodotti alimentari e farmaceutici.

L’obiettivo è quello di trovare nuove strategie per curare, diagnosticare e prevenire una serie di patologie che vanno dai problemi gastrointestinali alla demenza di Alzheimer. L’allergia alle proteine del latte vaccino colpisce fino al 3% dei neonati e dei bambini, secondo l’azienda, e molti altri sintomi sono indicativi della condizione allergica, tutto questo ha generato la necessità di trovare un test diagnostico semplice da utilizzare.

I termini dell’accordo con DBV
In base ai termini dell’accordo, DBV avrà diritto a ricevere fino a 90 milioni di euro per lo sviluppo del test, e potrà usufruire delle royalties sulle eventuali vendite del prodotto. «Questa innovazione può segnare una svolta diagnostica per le allergie alle proteine del latte vaccino»,  ha detto Greg Behar, Amministratore Delegato della Nestlè Helath Science. Il nuovo test dovrà essere sottoposto a numerosi e ampi studi clinici prima di essere sdoganato per la commercializzazione e DBV si aspetta che il suo lavoro venga sottoposto all’approvazione delle Autorità regolatorie mondiali entro il 2021.

La divisione di Behar, che impiega oltre 3.000 persone, è una parte in forte espansione  in questa operazione della Nestlé. A seguito dell’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo e il crescente numero di casi di malattie legato allo stile di vita, il gruppo svizzero vede grandi opportunità  nel campo della salute sebbene l’iniziativa ponga anche nuove sfide dal momento che il settore medico è fortemente regolamentato. Strategicamente lo spostamento della Nestlé nel settore della Health  protegge in qualche modo l’azienda dal rallentamento che ha colpito la crescita del comparto alimenti confezionati e può compensare il crollo sui prodotti alimentari non salutari, accusati di indurre obesità e altri problemi di salute legati allo stile di vita.

Il test per le allergie al latte vaccino si innesca perfettamente con la presenza di Nestlé nel settore del latte artificiale, per il quale deteneva nel 2015 una quota del 22% del mercato, secondo Euromonitor International. Nestlé ha già una gamma vasta di prodotti  per i bimbi allergici al latte vaccino che vanno da Althera ad Alfare fino ad Alfamino. Per DBV l’affare invece è una sorta di rivendicazione della sua strategia di patch Viaskin. L’azienda ha anche un patch per il trattamento delle allergie alle arachidi in sperimentazione così come un programma di sperimentazione in fase iniziale per l’allergia all’uovo.

Fonte: Reuters Health News

Ben Hirscher

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

 

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