Malattie cardiovascolari, top trend su Twitter

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(Reuters Health) – Twitter può rappresentare un tool da cui i ricercatori saranno in grado di estrapolare dati sulle opinioni dei pazienti riguardo le malattie cardiovascolari. Lo suggerisce uno studio pubblicato su JAMA Cardiology: “Ci siamo davvero interessati a capire di più quale sia l’uso che il pubblico fa dei social network per discutere di temi importanti come quello della salute”, ha detto l’autore senior del lavoro, Raina Merchant, della Penn Medicine Social Media e Health Innovation Lab, Università della Pennsylvania. Oltre 300 milioni di persone hanno utilizzano Twitter per comunicare tra di loro nel mese di settembre. Per questo studio,  i ricercatori hanno cercato tra i circa 10 miliardi di tweet in lingua inglese originati negli USA tra luglio 2009 e febbraio 2015 quelli che trattassero di cinque patologie: ipertensione, infarto, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca e diabete.

Lo studio
Nel complesso, il team ha individuato 550.338 tweet legati alle malattie cardiovascolari. Di questi, circa 240.000 avevano menzionato il diabete e circa 270.000 l’infarto del miocardio. I ricercatori hanno fatto un’analisi più approfondita di un sottogruppo di 2.500 tweet: tra i principali temi trattati i fattori di rischio, seguiti da messaggi per sensibilizzare l’opinione pubblica, discussioni sui trattamenti e sulla gestione delle condizioni di salute. Tweet di supporto, come ad esempio una nota di ringraziamento inviata all’attore Tom Hanks per aver rivelato di soffrire di diabete di tipo 2, sono stati riscontrati con minore frequenza.

“Eravamo alla ricerca non solo degli argomenti trattati, ma anche del profilo degli utenti che parlavano di questi temi” ha detto Merchant. In media chi invia tweet sulle malattie cardiovascolari ha un’età superiore alla media degli utenti di questo social ed è prevalentemente donna (28,7 vs 25,4 anni). “Abbiamo anche voluto cercare di comprendere la velocità con cui le informazioni viaggiano sui social”, ha aggiunto Merchant. Gli utenti rispondono ad eventi quali ad esempio la giornata mondiale del diabete in pochi minuti o ore. Nella nota editoriale che accompagna lo studio, Mintu Turakhia e Robert Harrington, della Stanford Medicine in California, scrivono che ci sono ancora molte domande a cui è necessario dare risposta per capire come poter usare twitter per la ricerca. Per prima cosa è necessario capire se questo social è rappresentativo della popolazione più ampia, successivamente sarebbe utile comprendere quali sono gli standard da usare per effettuare un’analisi e non si possono tralasciare le questioni etiche. “Anche se la medicina digitale è agli albori, l’evidente sviluppo è una priorità assoluta per JAMA Cardiology”.

Fonte: Reuters Health News

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