ADC, i farmaci della “corsa all’oro”

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Negli ultimi mesi i coniugati anticorpo-farmaco (ADC) – specialmente quelli mirati a HER2 – stanno vivendo una sorta di “corsa all’oro” da parte delle grandi aziende farmaceutiche.

Lo scorso 8 maggio l’azienda cinese Bliss Biopharmaceutical ha annunciato una collaborazione con Eisai per lo sviluppo di BB-1701, un ADC per il trattamento di diversi tipi di cancro, mirato al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2) che utilizza il chemioterapico Halaven (eribulina) di Eisai come carico utile.

In base all’accordo, BlissBio riceverà una somma non rivelata quale pagamento anticipato. Se Eisai eserciterà la sua opzione di licenza del farmaco, Bliss Bio avrà la possibilità di guadagnare fino a 2 miliardi di dollari in pagamenti di milestone commerciali e otterrà royalties sulle vendite.

Sempre recentemente, BioNTech ha preso in licenza, con un anticipo di 170 milioni di dollari, il candidato DB-1303 di Duality Biologics, diretto contro HER2, e un altro ADC inibitore della topoisomerasi-1.

Secondo gli analisti di GlobalData, a fare da volano a questo fenomeno è stato lo straordinario successo commerciale di Enhertu (trastuzumab), di AstraZeneca e Daiichi Sankyo, un ADC HER2-diretto, per il quale sono state già approvate molteplici indicazioni di uso

Il farmaco è diventato un blockbuster lo scorso anno con vendite che hanno raggiunto i 1,9 miliardi di dollari, a fronte dei 599 milioni realizzati nel 2021. Vendite che – sempre secondo gli analisti di GlobalData – raggiungeranno 11,5 miliardi di dollari entro il 2029, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 29%.

AstraZeneca, visto il successo ottenuto con Enhertu, ha investito 63 milioni di dollari per acquisire i diritti globali di CMG901, un ADC mirato a Claudin 18.2.

Il mese scorso Bristol Myers Squibb ha annunciato il pagamento di una somma iniziale di 22 milioni di dollari per l’accesso esclusivo alla tecnologia ADC della biotech tedesca Tubulis.

Ma l’affare più importante in questo settore è stato annunciato a marzo da Pfizer con l’acquisizione della biotech statunitense Seagen, pioniera degli ADC, per 43 miliardi di dollari.

Seagen ha tre ADC commercializzati e due nuovi, uno dei quali, disitamab vedotin, è diretto all’HER2. E anche in questo caso le previsioni di GlobalData sono più che rosee: nel 2029 il fatturato degli ADC di Seagen toccherà i 30 miliardi di dollari.

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