AbbVie punta sulla Cina per rafforzare la pipeline del dolore

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AbbVie accelera sulla strategia di rinnovamento della pipeline nel dolore e sigla un accordo – che potenzialmente potrebbe arrivare a 745 milioni di dollari –  con la biotech cinese Haisco, puntando su una serie di candidati farmaci ancora in fase precoce di sviluppo.

L’intesa prevede 30 milioni di dollari upfront e fino a 715 milioni in milestone, oltre a royalty sulle future vendite fuori da Cina, Hong Kong e Macao. L’obiettivo è acquisire i diritti globali su più molecole analgesiche oggi tra fase preclinica e fase clinica iniziale.

Tra i programmi più avanzati figura un candidato per il dolore post-operatorio che agisce sulla proteina di membrana NaV1.8, già in fase I in Cina. I dettagli complessivi degli asset restano però riservati.

Sul piano strategico, la mossa si inserisce nella risposta di AbbVie alla progressiva erosione delle vendite di Humira, il blockbuster che ha dominato il mercato per due decenni e che sta subendo la forte pressione dei biosimilari. Per compensare il calo atteso (oltre il 90% entro il 2032), la società punta su nuovi driver di crescita come immunologia e neuroscienze, con Skyrizi e Rinvoq candidati blockbuster.

Il deal di AbbVie riflette un trend sempre più consolidato del settore: le big pharma guardano con grande attenzione alla Cina come serbatoio di innovazione a costi più contenuti, in una fase segnata dal patent cliff” .di molti prodotti e dalla necessità di rimpiazzare rapidamente i ricavi in scadenza.

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