Gilead sigla una nuova partnership con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per la lotta alla leishmaniosi viscerale, una delle malattie tropicali neglette più gravi e diffuse in diverse aree dell’Africa e dell’Asia. L’azienda biofarmaceutica statunitense donerà oltre 400mila fiale del farmaco AmBisome (amfotericina B liposomiale per uso iniettabile) ai Paesi maggiormente colpiti dall’infezione.
Si tratta del terzo rinnovo della partnership Gilead-OMS, avviata nel 2011, che prevede altri cinque anni di collaborazione. Dall’inizio del programma, l’azienda statunitense ha già fornito oltre 1,1 milioni di fiale del farmaco e più di 18 milioni di dollari a supporto delle attività di controllo ed eliminazione della leishmaniosi viscerale, .
I Paesi coinvolti dal progetto
Le nuove donazioni interesseranno soprattutto Ciad, Etiopia e Kenya, India, Bangladesh e Nepal, Paesi in cui la leishmaniosi viscerale continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica.
Conosciuta anche come kala-azar, la leishmaniosi viscerale è endemica in oltre 80 Paesi ed è la forma più severa di leishmaniosi. Colpisce gli organi interni e, in assenza di un trattamento tempestivo, risulta quasi sempre fatale.
E’ causata da protozoi del genere Leishmania, trasmessi attraverso la puntura dei flebotomi femmina, piccoli insetti vettori simili a zanzare. AmBisome agisce sulla membrana cellulare del parassita legandosi all’ergosterolo, componente essenziale della membrana stessa, fino a determinarne la morte.
Secondo l’OMS, grazie ai programmi di eliminazione avviati dal 2005 e al contributo di partner internazionali come Gilead, i nuovi casi di leishmaniosi viscerale nel Sud-Est asiatico si sono ridotti di oltre il 95%.
Più recentemente, nel 2024, Gilead ha collaborato con le autorità africane per supportare la risposta sanitaria al virus Marburg, mettendo a disposizione un antivirale ad ampio spettro.