Sandoz rafforza la propria posizione nel settore dei biosimilari con un accordo di collaborazione con la cinese Shanghai Henlius Biotech. L’intesa ha un valore complessivo di 322 milioni di dollari e potrà portare fino a 10 nuovi biosimilari nella pipeline dell’azienda svizzera.
Nel breve periodo la collaborazione si concentrerà sullo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di tre biosimilari, ai quali potranno aggiungersi altri sette asset.
Sandoz avrà i diritti globali per la registrazione e la commercializzazione dei prodotti al di fuori della Cina, mentre Henlius manterrà la responsabilità dello sviluppo e della produzione. L’accordo potrebbe portare la pipeline complessiva di biosimilari di Sandoz a 46 asset, rispetto ai 39 attuali.
I primi programmi
I primi tre programmi riguardano candidati biosimilari di Erbitux (cetuximab) di Eli Lilly, Repatha (evolocumab) di Amgen e Benlysta (belimumab) di GSK.
Il biosimilare di cetuximab è destinato a competere nel mercato dei trattamenti per alcuni pazienti con carcinoma colorettale metastatico e carcinoma a cellule squamose della testa e del collo. Evolocumab è utilizzato per la riduzione del colesterolo, mentre belimumab è impiegato nel trattamento del lupus eritematoso sistemico e della nefrite lupica.
L’accordo tra le due aziende comprende inoltre un’opzione per la ialuronidasi umana ricombinante, utilizzata per facilitare la somministrazione sottocutanea di altri medicinali aumentando la loro dispersione e il loro assorbimento.
Non è la prima volta che Sandoz e Shanghai Henlius Biotech collaborano. Nell’aprile 2025 le due aziende avevano siglato un accordo da 31 milioni di dollari upfront per il biosimilare di Yervoy (ipilimumab), farmaco oncologico di Bristol Myers Squibb.