Nonostante un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza regolatoria e pressioni sui prezzi dei farmaci, il settore biofarmaceutico guarda al futuro con ottimismo.
Secondo il Mid-Year Update 2026 del rapporto State of the Biopharmaceutical Industry pubblicato da GlobalData, il 55% dei professionisti intervistati si dichiara “ottimista” o “molto ottimista” sulle prospettive di crescita dell’industria farmaceutica nei prossimi dodici mesi. È il livello di fiducia più elevato registrato negli ultimi quattro anni e segna un netto miglioramento rispetto al 2023, quando la percentuale degli ottimisti si fermava al 46%.
L’indagine è stata condotta su 157 professionisti del settore biofarmaceutico a livello globale, tra dirigenti aziendali, responsabili di funzione, ricercatori e specialisti coinvolti nelle attività di ricerca, sviluppo e commercializzazione dei farmaci.
Il comparto sembra dunque aver imparato a convivere con una serie di fattori di instabilità che continuano a influenzare il mercato globale. Tra questi figurano le minacce di dazi sui prodotti farmaceutici avanzate dall’amministrazione Trump, le riforme dei prezzi dei farmaci negli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che ancora si ripercuotono sulle catene di approvvigionamento internazionali.
Il 69% degli intervistati indica dazi e politica farmaceutica USA come il principale motivo di preoccupazione per il settore. La percentuale sale al 78% tra i rispondenti europei, maggiormente esposti agli effetti delle politiche tariffarie e delle misure di contenimento della spesa farmaceutica.
“Ciò che rende significativa questa ripresa della fiducia è la capacità di adattamento dimostrata dalle aziende farmaceutiche di fronte a uno scenario particolarmente complesso”, osserva Hannah Hans, Head of Pharma Strategic Intelligence di GlobalData, “Non si è verificato un miglioramento delle condizioni esterne. I dazi statunitensi, la riforma MFN, i negoziati sui prezzi dei farmaci previsti dall’Inflation Reduction Act e l’imminente patent cliff di molti blockbuster non sono scomparsi. Il settore farmaceutico ha assorbito importanti fattori di discontinuità, ha preso decisioni difficili e ha ridefinito le proprie priorità”.
Intelligenza artificiale, motore di crescita
Il rapporto evidenzia inoltre come l’intelligenza artificiale sia considerata la tecnologia con il maggiore potenziale di impatto sull’industria farmaceutica; il 74% degli intervistati la indica come il principale motore di trasformazione del settore nei prossimi anni. Un dato che contribuisce a spiegare perché, nonostante le persistenti incertezze sul fronte politico, regolatorio e commerciale, il sentiment dell’industria rimanga saldamente ancorato alla crescita.