Pfizer: da studio di Fase 3 buoni risultati per marstacimab (emofilia)

In uno studio di fase III un farmaco sperimentale per l’emofilia, sviluppato da Pfizer, ha ridotto significativamente la frequenza delle emorragie rispetto alle proteine del fattore di coagulazione on-demand o preventive. Lo ha annunciato la stessa big pharma USA.

Marstacimab – questo il nome del candidato farmaco- richiede un’iniezione sottocutanea settimanale.

Il trattamento dell’emofilia prevede l’aumento delle scorte di proteine del fattore di coagulazione, che sono ridotte nei malati a causa di una mutazione genetica. Marstacimab agisce diversamente; è un anticorpo monoclonale umano che lega e neutralizza l’azione di TFPI (Tissue Factor Pathway Inhibitor), una proteina anticoagulante che normalmente impedisce un’attivazione incontrollata del processo di coagulazione.

Il candidato farmaco di Pfizer è destinato a trattare sia l’emofilia A che la B, malattie che derivano da mutazioni diverse e causano la riduzione di alcune proteine della coagulazione.

Nello studio di Fase 3, secondo quanto dichiarato da Pfizer, tra i 116 pazienti trattati con marstacimab per 12 mesi o più, i tassi di sanguinamento annualizzati sono risultati inferiori del 92% tra coloro che in precedenza utilizzavano “al bisogno” le proteine del fattore di coagulazione per arrestare un’emorragia.

Anche nei malati trattati preventivamente, marstacimab è risultato statisticamente superiore, riducendo i sanguinamenti del 35%. Nello studio non sono stati segnalati episodi pericolosi di coagulazione.

Pfizer conta di presentare la domanda di approvazione nei prossimi mesi alla FDA e agli altri enti regolatori.

 

 

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