J&J cresce nel Q1 e alza le stime per il 2026

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Johnson & Johnson chiude il primo trimestre 2026 in crescita. Nel Q1, il gruppo del New Jersey ha registrato vendite per 24,1 miliardi di dollari, in aumento del 9,9% su base annua e superiori alle attese degli analisti. L’utile per azione rettificato si è attestato a 2,70 dollari, leggermente sopra le stime di Wall Street.

Il business dei farmaci innovativi, che ha raggiunto i 15,4 miliardi di dollari, segna una crescita dell’11,2% rispetto al primo trimestre del 2025. L’oncologia si conferma il principale driver, con le terapie per il mieloma multiplo Darzalex (daratumumab) e Carvykti (ciltacabtagene autoleucel) che hanno generato complessivamente 6,97 miliardi di dollari.

Bene anche le neuroscienze, grazie alla crescita di Spravato (esketamina) nel trattamento della depressione resistente, mentre Tremfya (guselkumab) ha sostenuto il segmento dell’immunologia.

Una performance positiva, dunque, sulla quale però continua a pesare la concorrenza dei biosimilari su Stelara (ustekinumab). Una pressione che tuttavia non scoraggia Johnson & Johnson, che ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2026, stimando una crescita operativa compresa tra il 5,6% e il 6,6%.

Secondo il CEO Joaquin Duato, il gruppo è sulla traiettoria di una crescita a doppia cifra entro la fine del decennio, sostenuta anche dal nuovo anti-IL-23 per la psoriasi a placche Icotyde (icotrokinra), atteso come uno dei principali blockbuster dei prossimi anni. Gli analisti stimano per il farmaco vendite fino a 4,4 miliardi di dollari entro il 2032.

 

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