Space company, il mercato ci crede. Biotech californiana raccoglie 251 milioni di dollari per avviare la produzione in orbita

Space company, il mercato ci crede. Biotech californiana raccoglie 251 milioni di dollari per avviare la produzione in orbita

Non più soltanto un “laboratorio” per studiare cellule, proteine e materiali biologici in microgravità. Lo Spazio si sta preparando a un passaggio ulteriore: diventare un ambiente per la produzione farmaceutica. E gli investitori cominciano a rispondere “presente”.

L’azienda californiana Varda Space Industries ha raccolto questa settimana 251 milioni di dollari di finanziamenti per iniziare l’avventura della produzione farmaceutica fuori dalla Terra.

“Questo round ci mette a disposizione le risorse necessarie per aumentare la frequenza delle missioni, rafforzare le partnership con le aziende farmaceutiche e avvicinarci alla consegna del primo farmaco prodotto nello Spazio”, ha dichiarato il cofondatore e presidente della società, Delian Asparouhov.

Il round di finanziamenti è stato guidato da Lux Capital e Natural Capital, con la partecipazione di Founders Fund, Khosla Ventures, Caffeinated Capital, General Catalyst, 8090 Industries, Giant Step e Also Capital.

Varda non è l’unica biotech a fare della produzione in orbita la propria mission aziendale. Si muovono nello stesso campo la britannica BioOrbit, la società statunitense di tecnologie spaziali RedWire, la start–up lituana Delta Biosciences e l’indiana Serendipity Space. Tutte, nel biglietto da visita, recano la scritta “space company”.

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