Quasi un nuovo farmaco su due autorizzato in Europa non è ancora disponibile per i pazienti e i tempi di accesso continuano ad allungarsi. È il messaggio lanciato da EFPIA con il suo ultimo report – How Innovation Drives Health and Growth in Europe: Assessing the Return on Investment of Innovative Medicines, pubblicato il 23 giugno – con il quale torna a chiedere una revisione delle politiche europee sul prezzo dei farmaci e invita i governi a considerare la spesa farmaceutica come un investimento e non come una voce di costo da comprimere.
Secondo l’associazione dell’industria farmaceutica europea, nel 2025 il 49% dei nuovi farmaci non è stato disponibile per i pazienti europei: tre punti percentuali in più rispetto al 2019. Nello stesso arco temporale, la quota di farmaci pienamente rimborsati dai sistemi sanitari nazionali è diminuita dal 42% al 28%.
A tutto questo si aggiungono tempi di accesso che restano particolarmente lunghi: i cittadini europei attendono mediamente 500 giorni prima di poter ricevere un nuovo farmaco autorizzato.
Gli effetti di una politica mirata al contenimento della spesa pubblica
Per EFPIA questi dati riflettono l’effetto di politiche orientate prevalentemente al contenimento della spesa pubblica.
L’associazione sostiene che molti governi europei continuano a privilegiare strategie di riduzione dei costi nel breve periodo, anziché adottare politiche di investimento capaci di favorire l’accesso all‘innovazione terapeutica e di generare benefici per pazienti, sistemi sanitari ed economia.
Il report sottolinea come l’investimento in farmaci innovativi produca ricadute economiche che vanno oltre il solo ambito sanitario, grazie anche alla riduzione dei ricoveri e al miglioramento della produttività.
Continuare a comprimere i budget destinati ai farmaci innovativi – sottolinea Nathalie Moll, direttore generale di EFPIA – rappresenta non solo un errore di politica sanitaria, ma anche una scelta che rischia di compromettere la capacità dell’Europa di attrarre ricerca, investimenti industriali e innovazione.