Aspergillosi invasiva, risultati positivi per l’antifungino olorofim nello studio di Fase III OASIS

Aspergillosi invasiva, risultati positivi per l’antifungino olorofim nello studio di Fase III OASIS
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F2G e Shionogi hanno annunciato risultati preliminari positivi dello studio globale di Fase III OASIS sull’antifungino sperimentale olorofim nel trattamento dell’aspergillosi invasiva.

Lo studio ha confrontato olorofim con la terapia sequenziale basata su amfotericina B liposomiale endovenosa seguita dalla terapia standard nei pazienti con aspergillosi invasiva la cui infezione è refrattaria alla terapia azolica o per i quali tale trattamento non è appropriato.

L’aspergillosi invasiva è un’infezione fungina potenzialmente fatale che colpisce principalmente i pazienti immunocompromessi ed è associata a una significativa morbilità e mortalità. Le opzioni terapeutiche restano limitate per i pazienti che non possono essere trattati con gli antifungini azolici attualmente disponibili.

Lo studio ha raggiunto l‘endpoint primario di non inferiorità, con un tasso di mortalità per tutte le cause (ACM) al giorno 42 pari al 23,8% nel gruppo trattato con olorofim rispetto al 24,3% nel gruppo trattato con amfotericina B liposomiale seguita dalla terapia standard.

Non sono stati inoltre osservati nuovi segnali di sicurezza per olorofim. Il tasso di eventi avversi correlati al trattamento (TEAE) è risultato pari al 35,8% per olorofim e al 63,9% per amfotericina B liposomiale seguita dalla terapia standard. La differenza è stata determinata principalmente dal maggiore numero di eventi renali registrati nel braccio trattato con amfotericina B liposomiale.

Olorofim, appartenente alla classe degli orotomidi, è un antifunginofirst-in-class con un meccanismo d’azione innovativo e attività contro un’ampia gamma di specie di Aspergillus, comprese quelle resistenti agli agenti attualmente approvati. Il farmaco viene somministrato per via orale.

“Le infezioni fungine invasive rimangono difficili da trattare e possono essere potenzialmente fatali, soprattutto nei pazienti immunocompromessi”, osserva Johan Maertens, Professore di Ematologia presso l’University Hospitals Leuven, Belgio, Principal Investigator dello studio OASIS, “I principali risultati preliminari di OASIS si aggiungono al crescente corpus di evidenze che confermano il potenziale terapeutico di olorofim in una popolazione difficile da trattare e con opzioni antifungine limitate. Siamo fiduciosi che questo possa offrire un’alternativa significativa ai clinici per il trattamento di infezioni difficili causate da Aspergillus.”

Il contributo italiano

“Le infezioni fungine invasive, anche in Italia, rappresentano una grave minaccia, essendo associate a un elevato unmet need. Nei pazienti già estremamente fragili affetti da infezioni fungine invasive da Aspergillus o funghi rari – inclusi nella Fungal Priority List (FPPL) dell’OMS – la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche innovative rappresenta una priorità clinica urgente”, dichiarano Matteo Bassetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Genova, e Cristina Mussini, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, rispettivamente presidente SITA (Società Italiana di Terapia Antiinfettiva) e presidente SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali).

“Siamo orgogliosi di aver attivamente partecipato a questo importante studio internazionale, OASIS, su una molecola con un meccanismo d’azione innovativo che conferisce attività fungicida contro un ampio spettro di infezioni da funghi rari e resistenti – sottolineano Bassetti e Mussini – La partecipazione dell’Italia, con il coinvolgimento di ben 6 centri di eccellenza altamente qualificati, evidenzia il contributo concreto del nostro Paese all’avanzamento della ricerca clinica in questo ambito.”

I risultati dello studio OASIS si aggiungono alle evidenze generate dal precedente studio di Fase IIb che aveva portato la FDA a concedere a olorofim la designazione di Breakthrough Therapy, a conferma del suo potenziale nel trattamento dell’aspergillosi invasiva.

F2G e Shionogi prevedono di presentare i risultati completi dI OASIS in occasione di un prossimo congresso medico. I dati saranno successivamente sottoposti alle autorità regolatorie negli Stati Uniti da F2G e in Europa e Asia da Shionogi.

“Siamo incoraggiati dai risultati preliminari dello studio di Fase 3 OASIS, che rappresentano un importante traguardo per F2G e per la nostra collaborazione con Shionogi – afferma Francesco Maria Lavino, CEO di F2G – Questi risultati dimostrano il potenziale di olorofim come nuova opzione per i pazienti con infezioni fungine invasive difficili da trattare, inclusa l’aspergillosi invasiva. Siamo grati ai pazienti, agli sperimentatori, al nostro partner Shionogi e al team di F2G per il loro impegno in questo studio fondamentale.”

“Si tratta di un promettente nuovo sviluppo nella terapia antifungina, un’area in cui i pazienti non hanno avuto novità per oltre 20 anni – aggiunge John Keller, Direttore del Consiglio di Amministrazione e Senior Vice President, R&D, di Shionogi – Nell’attuale pratica clinica, le considerazioni relative alla sicurezza e alla tollerabilità, in particolare gli effetti sulla funzionalità renale, possono porre sfide significative nella scelta e nel proseguimento del trattamento. In questo contesto, i risultati dello studio OASIS suggeriscono che olorofim abbia il potenziale per offrire una nuova opzione terapeutica ai pazienti con aspergillosi invasiva”.

“Come azienda leader nella ricerca e sviluppo sulle malattie infettive – conclude Keller – la nostra partnership con F2G per una nuova classe di trattamenti antifungini conferma il nostro impegno nel promuovere l’innovazione nell’ambito dei farmaci anti-infettivi per alcune delle patologie più impegnative. Non vediamo l’ora di condividere appena possibile i risultati completi.”

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