Nuovo sviluppo nella vicenda del payback sui dispositivi medici: il Consiglio di Stato ha sospeso cautelativamente le prime sentenze del Tar che avevano respinto i ricorsi delle aziende contro il meccanismo di ripiano. L’organo di giustizia amministrativa ha inoltre rimesso alla Corte Costituzionale la questione della legittimità del contributo dello 0,75% destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici.
A darne notizia è Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità .“Secondo quanto si apprende – afferma Broya de Lucia – Palazzo Spada ha ritenuto, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevalente quello delle imprese a mantenere la res adhuc integra disponendo così la sospensione degli effetti delle pronunce impugnate. Il payback resta dunque sospeso in attesa della trattazione nel merito”.
L’udienza pubblica per la discussione è stata fissata al 24 settembre 2026. “La decisione viene accolta con soddisfazione dalle imprese del settore, che da tempo contestano la legittimità del meccanismo di payback applicato ai dispositivi medici – sottolinea de Lucia – È un’ottima notizia per chi non si è arreso e continua a confidare nel fatto che la giustizia farà il suo corso”. La vicenda giudiziaria prosegue ora davanti al Consiglio di Stato, in attesa della decisione nel merito.
Positivo anche il giudizio del presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni: ““Accogliamo con grande attenzione e soddisfazione le ordinanze con cui il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità del contributo dello 0,75% destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici – afferma Faltoni – È un passaggio importante perché sottolinea la necessità di un quadro normativo organico per il settore, evitando una stratificazione di oneri – dal payback al contributo sul fatturato – che nel loro insieme rischiano di generare effetti distorsivi e cumulativi per le imprese del settore. Il finanziamento delle attività di governo e vigilanza di un comparto strategico deve avvenire secondo criteri equi e coerenti con i principi costituzionali”.