In occasione del Congresso ESC 2026, che si tiene dal 28 al 31 agosto a Monaco di Baviera, Daiichi Sankyo ha annunciato i nuovi risultati dello studio MILOS, che confermano l’impatto dell’acido bempedoico nella gestione della dislipidemia nella pratica clinica reale, sia in monoterapia che in associazione a dose fissa con ezetimibe.
I risultati mostrano che la riduzione del C-LDL ottenuta nel primo anno di trattamento potrebbe associarsi a una significativa riduzione del rischio cardiovascolare stimato a 10 anni.
I dati, inoltre, rafforzano ulteriormente il valore clinico dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe in un’ampia varietà di sottogruppi di pazienti, indipendentemente dal sesso e dal profilo glicemico (inclusi diabete, prediabete e normoglicemia).
MILOS è uno studio osservazionale europeo, multinazionale, attualmente in corso, condotto su pazienti adulti con diagnosi di ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista. L’obiettivo dello studio è valutare l’utilizzo dell’acido bempedoico e dell’associazione a dose fissa di acido bempedoico ed ezetimibe nella pratica clinica reale.
Le principali evidenze emerse
Riduzione della stima del rischio cardiovascolare a 10 anni. Un’analisi condotta su 960 pazienti a rischio ha stimato che un anno di terapia aggiuntiva con acido bempedoico potrebbe essere associato a una riduzione relativa del rischio del 17,1% e a una riduzione assoluta del rischio del 4,8% rispetto al rischio stimato di eventi cardiovascolari maggiori a 10 anni.
Efficacia costante in entrambi i sessi. L’acido bempedoico, somministrato in monoterapia oppure in associazione a dose fissa con ezetimibe, ha mostrato un’elevata efficacia sia nelle donne sia negli uomini, determinando una riduzione relativa del C-LDL rispettivamente del 31% e del 25%.
Risultati confermati indipendentemente dallo stato glicemico. Il trattamento a base di acido bempedoico, con o senza altre terapie ipolipemizzanti, ha determinato una riduzione relativa media del C-LDL pari ad almeno il 24,9% e ha aumentato la percentuale di pazienti che hanno raggiunto i propri obiettivi terapeutici di C-LDL entro un anno, indipendentemente dalla presenza o meno di diabete.
“La rilevanza clinica di questi nuovi dati è evidente. Questi risultati rafforzano la fiducia dei medici nell’impiego dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe nella pratica clinica reale, in diversi sottogruppi di pazienti, comprese le persone con diabete”, osserva Klaus G. Parhofer, Professore di Endocrinologia e Metabolismo presso l’Università di Monaco di Baviera, ”La conferma proveniente dai dati di real-world ci dà maggiore fiducia nell’utilizzo dell’acido bempedoico, consentendoci di gestire al meglio i nostri pazienti a rischio”.
“In Daiichi Sankyo, il nostro continuo investimento nella ricerca cardiovascolare è guidato dal desiderio di prenderci cura di ogni battito”, conclude Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs, Specialty Medicines, Daiichi Sankyo, “Siamo impegnati a contribuire al miglioramento degli esiti clinici nelle malattie cardiovascolari e i nostri più recenti dati di real-world continuano a dimostrare il valore dell’acido bempedoico, in monoterapia o sotto forma di compressa a dose fissa con ezetimibe, nella gestione delle patologie cardiovascolari in differenti sottogruppi di pazienti, affinché nessun paziente venga lasciato indietro”.