In occasione dell’edizione 2026 del Prix Galien, che ha fatto tappa a Torino, MSD si aggiudica due prestigiosi premi e una menzione speciale.
Il Comitato Scientifico del Prix Galien Italia 2026 ha premiato, nella categoria “Malattie Infettive e Prevenzione”, il vaccino pneumococcico coniugato 21-valente (V116) il con la seguente motivazione: “V116 si presenta innovativo in quanto offre una copertura mirata verso sierotipi rilevanti nell’adulto, inclusi otto non presenti negli altri vaccini pneumococcici disponibili, mantenendo un comparabile profilo di immunogenicità, sicurezza e tollerabilità. I dati pediatrici hanno inoltre sostenuto l’estensione dell’impiego a bambini e adolescenti già vaccinati e ad aumentato rischio di malattia pneumococcica. Rappresenta quindi un’evoluzione della prevenzione pneumococcica perché non solo amplia la valenza del vaccino, ma la riallinea al carico residuo di malattia negli adulti, offrendo una strategia capace di migliorare la protezione contro polmonite e malattia pneumococcica invasiva nelle popolazioni più vulnerabili”.
Le infezioni pneumococciche e la malattia pneumococcica invasiva (IPD) rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità per malattie trasmissibili in Europa e nel mondo. Il maggiore carico di malattia si osserva nei bambini di età inferiore ai 2 anni, negli adulti over 65 e nei soggetti con comorbilità come patologie cardiovascolari, renali, epatiche o polmonari.
“Questo prestigioso riconoscimento, che fa seguito alla menzione speciale ottenuta lo scorso anno, consacra ufficialmente il valore del nostro costante impegno nella ricerca scientifica nel campo della prevenzione – commenta Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia – È il coronamento dei nostri sforzi per sviluppare e rendere disponibile PCV21, il primo vaccino anti-pneumococcico coniugato progettato su misura per le esigenze immunologiche della popolazione adulta e anziana. V116 è frutto dell’eccellenza dei nostri laboratori di ricerca, nato con il preciso obiettivo di offrire una protezione mirata e specifica contro le più insidiose infezioni da pneumococco per la popolazione adulta, a partire dalla polmonite. Sono proprio le scoperte e le innovazioni di questa portata a tracciare la strada per un invecchiamento attivo e in buona salute, migliorando concretamente la vita delle persone e garantendo, al contempo, la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
A letermovir il premio nella categoria “Real World Evidence”
L’impegno di MSD nella prevenzione delle malattie virali nei pazienti più fragili, come quelli sottoposti a trapianto, è stato riconosciuto con l’attribuzione del premio a letermovir nella categoria “Real World Evidence”. Questa la motivazione:
“Letermovir, primo antivirale indicato per la profilassi dell’infezione e della malattia da Citomegalovirus (CMV), ha introdotto un approccio preventivo innovativo e mirato, con un meccanismo d’azione specifico, in grado di ridurre il rischio di resistenze crociate con farmaci che agiscono su target virali diversi, con un profilo non mielotossico, aspetto rilevante nel setting trapiantologico e con semplicità di gestione clinica. Nella profilassi ha consentito il passaggio dalla strategia pre-emptive a una profilassi primaria efficace. Le evidenze real-world disponibili consolidano il valore clinico di letermovir, confermandone efficacia, tollerabilità e trasferibilità del beneficio nella pratica clinica reale”.
“Letermovir ha portato un contributo importante e innovativo nella cura dei pazienti adulti sieropositivi al CMV ad alto rischio sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali, aiutando a prevenire la riattivazione dell’infezione e la malattia da CMV – osserva Simona Paratore, Executive Director Medical Affairs MSD Italia – L’estensione della rimborsabilità al trapianto renale ad alto rischio e l’estensione della durata della terapia fino a 200 giorni nel trapianto allogenico di cellule staminali confermano il grande valore di letermovir nella prevenzione antinfettiva nella gestione clinica dopo il trapianto”
“Sappiamo quanto il CMV possa essere un’infezione virale potenzialmente grave per le Persone che affrontano la delicata fase del post-trapianto ad alto rischio: questo prestigioso traguardo rafforza ulteriormente l’importanza di letermovir come la soluzione di profilassi dell’infezione e della malattia da citomegalovirus per eccellenza, un alleato fondamentale per proteggere chi ha ricevuto l’opportunità di un nuovo inizio”, conclude Simona Paratore.
Menzione speciale per abelzutifan
Infine, menzione speciale per abelzutifan nella categoria “Malattie rare” con la seguente motivazione:
“Belzutifan è il primo inibitore orale di HIF-2a approvato per il trattamento della malattia di VHL. Il farmaco rappresenta un’importante innovazione scientifica e terapeutica: HIF era infatti considerato per anni un target ‘non druggable’, fino allo sviluppo di molecole in grado di inibirne selettivamente l’attività. La comprensione del pathway VHL/HIF, premiata con il Nobel per la Medicina 2019 assegnato a W. G. Kaelin Jr. et al. per gli studi sui meccanismi cellulari di risposta all’ipossia, ha contribuito indirettamente allo sviluppo di una terapia mirata per una malattia rara priva di opzioni sistemiche dedicate. Nello studio registrativo Litespark-004, belzutifan ha dimostrato un’attività antitumorale significativa e duratura nelle manifestazioni renali, pancreatiche e del SNC associate alla VHL. I più recenti dati di follow-up, presentati al congresso ASCO 2026, documentano circa sei anni di osservazione clinica, confermando la persistenza del beneficio nel lungo termine. Il trattamento offre inoltre la possibilità di ridurre il ricorso a procedure chirurgiche ripetute e ad altri interventi locali, contribuendo al miglioramento della gestione clinica a lungo termine dei pazienti con VHL”.
La sindrome di von Hippel-Lindau, o VHL, è una malattia genetica rara a trasmissione autosomica dominante causata da alterazioni del gene VHL, che normalmente contribuisce a controllare alcuni meccanismi fondamentali della crescita cellulare e che aumenta il rischio di sviluppare tumori e altre lesioni in diversi organi nel momento in cui non funziona correttamente.
“Questa menzione speciale – sottolinea Nicoletta Luppi – è un riconoscimento che ci rende molto orgogliosi perché valorizza il lavoro della nostra ricerca e conferma il ruolo dell’innovazione nel rispondere a bisogni di salute ancora insoddisfatti, come quelli delle persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau. Per noi di MSD l’innovazione ha sempre un valore straordinario, anche quando riguarda poche persone. Nelle malattie rare il numero dei pazienti non deve mai determinare il valore o l’urgenza di una risposta di salute. Anzi, è proprio dove i bisogni sono meno visibili e le alternative sono poche che il progresso scientifico può fare la differenza più grande, come dimostra il caso della VHL”.
MSD e il Prix Galien
Dal 1992 a oggi, MSD si è aggiudicata per diciotto volte il Prix Galien e ha ottenuto sei menzioni speciali, a conferma del valore della sua attività di Ricerca & Sviluppo, per la quale, solo nel 2025,ha investito circa 16 miliardi di dollari.