Pharma, nove big europee chiedono a Bruxelles più investimenti e tempi più rapidi per gli studi clinici

Pharma, nove big europee chiedono a Bruxelles più investimenti e tempi più rapidi per gli studi clinici

I vertici di nove grandi gruppi farmaceutici europei hanno pubblicato oggi sui loro siti ufficiali una lettera aperta rivolta all’Unione Europea, chiedendo più investimenti, tempi più rapidi per gli studi clinici e interventi su alcuni degli elementi che, a loro giudizio, condizionano la capacità del settore di sviluppare e rendere disponibili nuovi farmaci.

A firmare l’appello sono AstraZeneca, Boehringer Ingelheim, Chiesi, Ipsen, GSK, Novo Nordisk, Novartis, Roche e Sanofi.

Per quanto riguarda gli investimenti, le aziende chiedono un maggiore sostegno alla ricerca e all’innovazione farmaceutica, sottolineando la necessità di creare condizioni favorevoli agli investimenti lungo l’intero percorso che porta dalla ricerca allo sviluppo dei medicinali. Secondo le aziende firmatarie dell’appello, la quota europea della ricerca e sviluppo farmaceutica mondiale è scesa dal 43% del 1990 al 31% attuale, mentre la quota europea degli studi clinici commerciali si è dimezzata nell’ultimo decennio, arrivando al 9%.

Un altro argomento portato in evidenza dalla lettera aperta è quello legato agli studi clinici. Le nove aziende chiedono procedure più rapide e un ambiente regolatorio più efficiente, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per condurre le sperimentazioni.

Focus anche sulla proprietà intellettuale. Le nove pharma chiedono all’Ue di garantire una maggiore tutela della proprietà intellettuale nell’ambito delle misure necessarie a sostenere l’innovazione farmaceutica.

La lettera richiama inoltre la necessità di politiche digitali adeguate, considerate dalle aziende un altro elemento per creare un ambiente favorevole alla ricerca e all’innovazione.

Infine, i nove gruppi chiedono una maggiore flessibilità fiscale per gli Stati membri che scelgono di investire nella salute e nei farmaci innovativi, come parte delle misure per sostenere gli investimenti nel settore.

L’appello si conclude con la richiesta di un’azione coordinata tra istituzioni europee e governi nazionali sulle misure indicate dalle aziende, con l’obiettivo di creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo e la leadership della farmaceutica europea.

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