Alzheimer, ampliare l’accesso alla valutazione biologica della malattia. Il test Access p-Tau21

Alzheimer, ampliare l’accesso alla valutazione biologica della malattia. Il test Access p-Tau21

Nel mondo sono oltre 57 milioni le persone che convivono con una forma di demenza. Ogni anno si registrano circa 10 milioni di nuovi casi.

In Europa il dato di incidenza si attesta sui 9,1 milioni di persone, ma si stima che entro il 2050 arriverà a 14,3 milioni. Gli italiani che convivono con questa patologia sono 1,43 milioni, ma le proiezioni indicano che il numero dei casi potrebbe raggiungere i 2,2 milioni entro il 2050.

In questo contesto, l’evoluzione della gestione della malattia di Alzheimer – la forma più comune di demenza, associata a circa il 60-70% dei casi – rende sempre più importante garantire ai pazienti un accesso tempestivo a percorsi di valutazione adeguati, a supporto delle decisioni cliniche e della presa in carico lungo il percorso di cura.

Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono che le alterazioni biologiche associate all’Alzheimer possano essere rilevabili anni prima della comparsa di sintomi clinici evidenti, rafforzando l’importanza di approcci che consentano di identificare la patologia sottostante nelle fasi più precoci del suo decorso.

“L’aumento progressivo dei casi di demenza, unito all’evoluzione della gestione della malattia di Alzheimer, rende sempre più importante disporre di strumenti in grado di supportare una valutazione tempestiva e appropriata dei pazienti con sospetto declino cognitivo”, osserva Jean-Sebastien Blanchet, Direttore Medical e Scientific Affairs EMEA di Beckman Coulter Diagnostics.

Ampliare l’accesso alla valutazione biologica

Oggi la valutazione della malattia di Alzheimer si basa sull’integrazione di test cognitivi, tecniche di imaging cerebrale e biomarcatori di laboratorio. Esami consolidati, come la PET per la valutazione delle placche amiloidi nel cervello e l’analisi di specifici biomarcatori nel liquido cerebrospinale, continuano a svolgere un ruolo importante nel percorso diagnostico. Allo stesso tempo, cresce l’interesse verso approcci complementari in grado di ampliare l’accesso alla valutazione biologica della malattia nei diversi contesti assistenziali.

p-Tau217 è tra i biomarcatori ematici più studiati in relazione alla patologia amiloide associata alla malattia di Alzheimer. Un numero crescente di evidenze ne supporta il potenziale contributo all’interno dei percorsi di valutazione del paziente e alla caratterizzazione biologica della malattia.

Il test Access p-Tau217

Recentemente Beckman Coulter Diagnostics ha ottenuto la marcatura CE-IVDR per il test Access p-Tau217, ampliando il proprio portafoglio di soluzioni dedicate alle malattie neurodegenerative. “Il nostro impegno è promuovere l’evoluzione dei biomarcatori ematici e la loro integrazione nei percorsi di gestione della malattia di Alzheimer”, conclude Blanchet, “L’obiettivo è ampliare le opzioni a disposizione di clinici e laboratori, contribuendo a rendere la valutazione biologica della malattia più accessibile, scalabile e sostenibile”.

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