Daiichi Sankyo è presente al Congresso 2026 della European Atherosclerosis Society (EAS) con 15 abstract dedicati all’acido bempedoico nella gestione delle dislipidemie. I lavori comprendono analisi di studi clinici ed evidenze real-world, offrendo una panoramica sul ruolo del farmaco nella riduzione del colesterolo LDL-C e nella prevenzione del rischio cardiovascolare.
I dati includono anche un’analisi post-hoc, realizzata in collaborazione con Esperion Therapeutics, dello studio di Fase III CLEAR Outcomes, che esplora l’impatto dell’acido bempedoico sull’incidenza di ictus e tromboembolismo venoso. Spazio anche ai risultati real-world provenienti dal registro MILOS, inclusa una sotto-analisi dedicata alla valutazione dell’efficacia dell’acido bempedoico in associazione a differenti terapie di base. I risultati confermano un’efficacia e un profilo di sicurezza coerenti del farmaco in diversi Paesi dell’Unione Europea, indipendentemente dai regimi terapeutici già in atto nei pazienti.
Le evidenze nei pazienti pediatrici
L’impegno di Daiichi Sankyo nell’ampliare la base di evidenze sull’acido bempedoico è ulteriormente confermato dai nuovi dati presentati, sponsorizzati da Esperion, in pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni affetti da ipercolesterolemia familiare. Un programma che riflette l’impegno dell’azienda nello studio dell’acido bempedoico anche in gruppi di pazienti poco rappresentati, con l’obiettivo di consentire al maggior numero possibile di pazienti di raggiungere i target di LDL-C.
“Ancora troppi pazienti in Europa non riescono a raggiungere i propri target di LDL-C, rimanendo inutilmente esposti al rischio cardiovascolare”, afferma Maurizio Averna, Professore di Medicina Interna, Università di Palermo, “I dati real-world presentati a EAS 2026 forniscono evidenze fondamentali per aiutare i clinici a colmare questi gap terapeutici nella pratica clinica e a migliorare gli esiti per un’ampia varietà di pazienti”.
“In Daiichi Sankyo Europe, il nostro impegno va oltre i dati clinici: è radicato nel percorso individuale di ogni paziente”, osserva Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs, Specialty Medicines, Daiichi Sankyo Europe, “L’ampio set di dati che presentiamo a EAS 2026 — testimonianza del nostro costante investimento nella salute cardiovascolare — rafforza la nostra missione di offrire a ogni paziente la possibilità di raggiungere i propri obiettivi terapeutici. Traducendo l’innovazione scientifica nella cura pratica e centrata sul paziente, ci assicuriamo di prenderci cura di ogni battito attraverso soluzioni innovative e accessibili”.
Lo studio MILOS
MILOS è uno studio osservazionale europeo, multinazionale e attualmente in corso, condotto su pazienti adulti con diagnosi di ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista. L’obiettivo è valutare, nella pratica clinica reale, l’utilizzo dell’acido bempedoico e dell’associazione a dose fissa di acido bempedoico ed ezetimibe. Oltre alla Germania, MILOS coinvolge centri in Austria, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera e Regno Unito.
Lo studio CLEAR Outcomes
CLEAR Outcomes è uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, progettato per valutare l’effetto dell’acido bempedoico sugli eventi cardiovascolari in pazienti intolleranti alle statine, candidati alla prevenzione cardiovascolare primaria o secondaria.
Lo studio ha arruolato 13.970 pazienti di età compresa tra 18 e 85 anni, con età media di 65,5 anni, quasi la metà dei quali donne. Tutti i partecipanti presentavano una malattia cardiovascolare accertata oppure erano ad alto rischio cardiovascolare, con valori medi basali di LDL-C pari a 139 mg/dL (3,59 mmol/L).
Condotto in 1.250 centri distribuiti in 32 Paesi, CLEAR Outcomes ha randomizzato i pazienti a ricevere acido bempedoico orale 180 mg una volta al giorno oppure placebo, con un follow-up mediano di 40,6 mesi. L’endpoint primario era rappresentato da un composito a quattro componenti di eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE-4): morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale, ictus non fatale o rivascolarizzazione coronarica. Sono stati inoltre valutati diversi endpoint cardiovascolari secondari chiave.