L’attenzione dell’oncologia mondiale è ormai puntata su ASCO 2026, il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology in programma dal 29 maggio al 2 giugno, che anche quest’anno si annuncia ricco di studi destinati a incidere sulla pratica clinica e sugli equilibri del mercato farmaceutico.
Dall’immuno-oncologia ai farmaci bispecifici, passando per ADC, PARP inibitori e le nuove targeted therapies, le presentazioni late-breaking offriranno aggiornamenti su molti dei programmi clinici più attesi dell’anno. Alcuni riguardano tumori ad alta mortalità o neoplasie ancora caratterizzate da importanti bisogni clinici insoddisfatti, come pancreas, melanoma uveale, tumori biliari e mieloma multiplo.
Tra gli studi più attesi c’è EMERALD-3 di AstraZeneca, che punta a portare la combinazione tra Imfinzi (durvalumab) e Imjudo (tremelimumab) nel trattamento di prima linea del carcinoma epatocellulare, in associazione alla chemioembolizzazione transarteriosa (TACE). L’obiettivo è migliorare il controllo di una neoplasia caratterizzata da frequenti recidive nonostante le terapie loco-regionali.
Sempre AstraZeneca presenterà i dati a cinque anni dello studio POTOMAC nel carcinoma vescicale non muscolo-invasivo, ambito nel quale Imfinzi potrebbe ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione dopo i successi già ottenuti nel setting muscolo-invasivo.
Grande attenzione anche per il melanoma uveale, tumore raro e aggressivo dell’occhio. Lo studio OptimUM-02 valuta darovasertib di IDEAYA Biosciences e Servier in combinazione con Xalkori (crizotinib) di Pfizer. Il trial potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche soprattutto per i pazienti non eleggibili al trattamento con Kimmtrak (tebentafusp).
Nel tumore pancreatico metastatico, una delle neoplasie più difficili da trattare, riflettori puntati sullo studio RASolute 302 di Revolution Medicine. Il pan-inibitore RAS(on) daraxonrasib ha già mostrato segnali incoraggianti per quanto riguarda la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia standard di seconda linea nel carcinoma pancreatico duttale metastatico.
Sul fronte ematologico, c’è grande attesa per i dati di SUCCESSOR-2 di Bristol Myers Squibb, primo studio di fase III su mezigdomide nel mieloma multiplo recidivato o refrattario. Il candidato appartiene alla nuova generazione dei modulatori cereblon E3 ligasi (celmod), considerati evoluzione degli immunomodulanti tradizionali come Revlimid (lenalidomide).
Sempre nel mieloma multiplo, Johnson & Johnson presenterà i risultati del trial MajesTEC-9 sul bispecifico BCMAxCD3 Tecvayli (teclistamab),
Per quanto riguarda il carcinoma della prostata, ASCO si aprirà con la sessione plenaria dedicata allo studio PROTEUS su Erleada (apalutamide), farmaco di punta di J&J. I risultati potrebbero ridefinire il trattamento del carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato ad alto rischio, grazie all’associazione con terapia di deprivazione androgenica e prostatectomia radicale.
Sempre in quest’area terapeutica, Pfizer presenterà TALAPRO-3 su Talzenna (talazoparib), studio che potrebbe espandere l’impiego dei PARP inibitori alle fasi più precoci del carcinoma prostatico metastatico sensibile alla castrazione.
Molto attesi anche i dati di HARMONi-6, studio sull’anticorpo bispecifico PD-1xVEGF ivonescimab sviluppato da Akeso e Summit Therapeutics. Dopo i segnali positivi emersi al Congresso’ESMO 2025, i nuovi dati di sopravvivenza globale potrebbero rafforzare il ruolo dei farmaci bispecifici nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.
Nel carcinoma polmonare RET-mutato, Lilly presenterà i risultati dello studio LIBRETTO-432 su Retevmo (selpercatinib), con l’obiettivo di spostare il farmaco nel setting adiuvante dopo chirurgia o radioterapia.
Spazio anche ai tumori delle vie biliari con FIGHT-302, studio che valuta Pemazyre (pemigatinib) di Incyte in combinazione con la chemioterapia standard nei pazienti con colangiocarcinoma FGFR fusion-positive.
Infine, tra i trial più osservati dagli analisti finanziari c’è OptiTROP-Lung05, studio sul coniugato anticorpo-farmaco anti-TROP2 sacituzumab tirumotecan sviluppato da Kelun-Biotech e MSD, che potrebbe offrire nuove prospettive al trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule PD-L1 positivo.