Si è svolta nella serata di martedì 20 ottobre – nel Salone d’Ercole dell’Ambasciata di Francia a Roma, a Palazzo Farnese – la cerimonia di premiazione della 14a edizione del Premio Letterario Angelo Zanibelli “La parola che cura”.
Quest’anno la Giuria del Premio – guidata dal Presidente Gianni Letta e con il Ministro della Salute Orazio Schillaci Membro d’Onore -ha selezionato 130 opere, che hanno concorso in due categorie principali: Opere edite (Narrativa, Saggistica e Illustrati) e Opere inedite.
Sono stati inoltre conferiti alcuni Premi speciali, tra cui Il premio“La parola che cura”, dedicato alla migliore attività di comunicazione e divulgazione di un’associazione di pazienti e caregiver, assegnato ad Europa Donna per la campagna “La fortuna costa, la sfortuna di più”, iniziativa lanciata per denunciare e superare le disuguaglianze territoriali nell’accesso allo screening mammografico organizzato (SMO) in Italia.
Il carattere delle opere
Attraverso linguaggi e prospettive diverse, le opere di quest’anno trasformano esperienze personali di malattia e cura in racconti capaci di creare consapevolezza e vicinanza. Le “voci” sono quelle dei pazienti, a partire dai più giovani; dei professionisti della salute, alle prese con il burnout e con la crisi delle professioni sanitarie; delle famiglie, che affrontano l’adozione o la vita accanto a un figlio con disabilità. Parola anche agli adolescenti, con il loro disagio. Storie diverse, con un comun denominatore: il valore dell’ascolto, della relazione e dell’empatia nella cura.
“La XIV edizione del Premio Zanibelli che accogliamo a Palazzo Farnese è un’occasione per capire quanto la cura e l’espressione attraverso il racconto costituiscono elementi terapeutici essenziali”, ha osservato l’Ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, che ha sottolineato anche come la Francia sia molto attenta ai temi che emergono dal Premio Zanibelli.
“Ogni anno il nostro Premio Letterario Angelo Zanibelli ha la straordinaria capacità di fare emergere le diverse dimensioni della fragilità umana e della cura: lo sguardo dei pazienti, la competenza e la fatica degli operatori sanitari, la forza silenziosa delle famiglie e dei caregiver, il disagio dei giovani – ha sottolineato Marcello Cattani, Presidente e AD di Sanofi Italia e Malta – Sono storie ed esperienze che ci ricordano come la cura non si riduca mai solo a una terapia, ma ad una presa in carico del sistema, a una relazione fatta di presenza e fiducia, a un valore, quello dell’innovazione, primario per la nostra comunità”.
“In Sanofi – ha continuato Cattani – ci guida l’impegno quotidiano di migliorare la vita delle persone, la responsabilità di dare ascolto alle esperienze di salute, di alimentare un dialogo costruttivo e costante con le associazioni dei pazienti, coinvolgendoli in modo integrato in tutte le fasi dello sviluppo e dell’accesso alla nostra innovazione. Perché l’ascolto e l’engagement siano parte integrante del modo in cui guardiamo alla salute e al progresso della salute e della qualità di vita”.
I vincitori della XIV edizione
Categoria “Opere edite”: Narrativa – Vincitore “La giusta distanza dal male” di Giorgia Protti (Einaudi). Una giovane dottoressa, travolta dai turni in Pronto soccorso, trova in Lucifero l’unico compagno rimasto e un patto da cui dipende la sua anima. Un esordio letterario che unisce iperrealismo e fantastico per interrogarsi su come si resta umani di fronte al dolore.
Per la Categoria Narrativa, menzione speciale della Giuria a “E io che volevo essere una principessa (e invece sono una caregiver)“ di Flavia Pini (Ultra edizioni). Un libro che, con ironia e senza vittimismo, racconta come la diagnosi di autismo di Thomas, il figlio dell’autrice, abbia cambiato la vita della famiglia, tra burocrazia, notti insonni, battaglie per i diritti e piccole conquiste quotidiane.
Per la Categoria Saggistica, primo premio a“Io prima di noi” di Giuseppina Facchi (Franco Angeli edizioni). Il libro di Italia Adozioni APS dà voce al tempo sospeso tra la nascita e l’adozione, raccogliendo 31 testimonianze inedite di adulti adottati per raccontare, con rigore scientifico e profonda umanità, un vissuto troppo spesso dimenticato: quello dei bambini in attesa di una famiglia per sempre.
Sempre per la Saggistica, menzione speciale della Giuria a “Burnout nelle professioni sanitarie“ di Giovanni Muttillo (Casa editrice Ambrosiana). Il saggio affronta l’esaurimento fisico ed emotivo di infermieri e operatori della salute, intrecciando rigore scientifico, dati di ricerca sulla terza ondata di COVID-19 ed esperienza clinica. Il burnout non è una debolezza personale, ma il segnale di una frattura tra ruolo e ambiente di lavoro: la qualità dell’assistenza passa anche da leadership consapevoli e comunità di lavoro capaci di ascolto.
A “Il sogno di Diana” di Anna Arnone (Casa editrice Babidi-bù) è andato il premio della Categoria Illustrati. Diana ama dipingere e, quando si ammala, viene accudita da due infermieri-robot precisi ed efficienti ma incapaci di farla sorridere. Il libro ricorda a grandi e piccoli che curare non significa solo fare bene, ma anche stare vicini.
Categoria “Opere inedite”. Come migliore manoscritto selezionato dalla Giuria Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca ha premiato “Una vita tutta per noi” di Rosa Romano Toscani per l’ampiezza del respiro narrativo e la forza con cui tre adolescenti di mondi lontani raccontano pandemia, fragilità, violenza familiare e identità. Un romanzo di formazione che fa della salute un tema dentro la vita e che affida la sua verità a personaggi capaci di reggere un intero percorso editoriale. L’opera sarà edita dalla casa editrice Piemme.
Premi speciali e ulteriori menzioni della Giuria
Il premio “Personaggio dell’anno” è stato attribuito e consegnato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci all’Assessore al Welfare (Sanità e Sociale) della Regione Lombardia Guido Bertolaso per l’ impegno al servizio della collettività e per la capacità di trasformare competenza, responsabilità e solidarietà in azioni concrete a tutela delle persone più fragili. Per il ruolo svolto a sostegno delle vittime e delle famiglie coinvolte nella tragedia di Crans-Montana, esempio autentico di vicinanza umana e impegno civile.
La Giuria ha inoltre conferito la “menzione speciale Angelo Zanibelli” a un’importante iniziativa scientifica italiana nata per studiare e monitorare lo stato di salute dei mari e degli oceani in stretta relazione con la salute umana. Si tratta del progetto “Sea Care: Salute Ambiente e Clima nella visione Planetary Health”, nato dalla sinergia istituzionale tra l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la Marina Militare Italiana, oltre a università e agenzie ambientali di eccellenza, come Arpae Emilia-Romagna, Sapienza Università di Roma e Università di Padova.
Infine, il premio “Giovani e futuro” – destinato a un giovane entro i 27 anni laureato in facoltà economiche, scienze politiche, scienze della comunicazione e giurisprudenza – è stato assegnato ad Angela Murano, che nel suo percorso di formazione e con le prime esperienze professionali è entrata in contatto con la pubblica amministrazione e il privato. Svolgerà un’esperienza formativa come tirocinante retribuita presso il Dipartimento di Public Affairs di Sanofi Italia a Roma.
Il Premio Letterario Angelo Zanibelli “La parola che cura”
Sanofi ha istituito il Premio nel 2013 in memoria di Angelo Zanibelli, suo storico Direttore della Comunicazione e delle Relazioni istituzionali, per valorizzare il racconto come strumento sociale e terapeutico. Da allora il Premio dà voce a pazienti, caregiver e professionisti della salute, aprendo a tematiche di interesse sociale specchio di una società le cui fragilità cambiano e si trasformano, nella convinzione che a volte il primo passo verso la guarigione risiede proprio nel sentirsi compresi, oltre la cartella clinica.