Gilead ha siglato un accordo con la biotech statunitense Vir Biotechnology per scoprire e sviluppare tre candidati contro tumori solidi, basati sulla tecnologia dei T-cell engager (TCE). L’intesa può raggiungere un valore complessivo di 1,88 miliardi di dollari, tra milestone e royalty.
L’accordo prevede un pagamento iniziale di 90 milioni di dollari, di cui 65 milioni in contanti e 25 milioni attraverso un investimento azionario, oltre a milestone precliniche stimabili fino a 45 milioni. Vir potrà inoltre ricevere fino a 1,74 miliardi di dollari in ulteriori milestone legate allo sviluppo, alle autorizzazioni regolatorie e ai risultati commerciali, oltre a royalty sulle vendite nette.
La biotech sarà responsabile della scoperta, della progettazione e dell’ottimizzazione dei tre candidati, diretti contro antigeni selezionati associati a tumori solidi. Per svilupparli utilizzerà la piattaforma dAIsY, basata sull’intelligenza artificiale, e la tecnologia PRO-XTEN. L’approccio di quest’ultima si fonda sull’ingegneria proteica, che consente di progettare o modificare le proteine per ottenere caratteristiche e funzioni specifiche.
La tecnologia PRO-XTEN utilizza una doppia mascheratura progettata per mantenere inattivi i T-cell engager fino al raggiungimento del microambiente tumorale, dove le proteasi presenti nel tumore rimuovono le maschere e consentono al farmaco di attivare i linfociti T contro le cellule tumorali. L’obiettivo è limitare l’attività al di fuori del tumore e ridurre la tossicità, ampliando il margine tra dose efficace e dose tossica.
Gilead avrà i diritti esclusivi per selezionare e portare avanti i candidati, assumendo la responsabilità delle successive fasi di sviluppo, della produzione e della commercializzazione.