Appalti UE, Egualia: “L’Europa va nella direzione già indicata dall’Italia”

Appalti UE, Egualia: “L’Europa va nella direzione già indicata dall’Italia”

La proposta di riforma degli appalti pubblici presentata oggi dalla Commissione europea conferma una direzione che l’Italia ha già intrapreso nel procurement farmaceutico: superare una competizione basata prevalentemente sul prezzo, valorizzando maggiormente la qualità, l’affidabilità delle forniture, la pluralità dei fornitori e la resilienza delle catene di approvvigionamento.

Con il nuovo Public Procurement Act, Bruxelles propone infatti una revisione complessiva delle regole europee sugli acquisti pubblici, introducendo il principio del miglior rapporto qualità-prezzo e prevedendo un peso minimo per i criteri qualitativi, insieme a una maggiore attenzione alla sicurezza delle forniture, alla resilienza e alle dipendenze strategiche.

Per Egualia – Industrie Farmaci Accessibili, si tratta di un orientamento che rafforza la scelta già compiuta dal legislatore italiano con la nuova disciplina dell’accordo quadro per i farmaci fuori brevetto. Una scelta importante che ora deve trovare piena e concreta attuazione nelle procedure di acquisto.

Nel settore farmaceutico – si legge nella nota di Egualia – il procurement non è soltanto uno strumento per assicurare efficienza alla spesa pubblica. Le modalità con cui vengono costruite e aggiudicate le gare incidono sulla struttura del mercato, sulla permanenza di una pluralità di operatori, sulla capacità delle imprese di programmare la produzione e, in ultima analisi, sulla continuità della disponibilità dei medicinali per il Servizio sanitario nazionale.

In questa prospettiva – prosegue la nota – Egualia ritiene essenziale dare piena attuazione al nuovo accordo quadro, valorizzando procedure multi-aggiudicatario capaci di preservare la concorrenza e ridurre i rischi derivanti da un’eccessiva concentrazione dell’offerta. A questo devono affiancarsi criteri che tengano conto non soltanto del prezzo, ma anche della qualità e dell’affidabilità delle forniture, una maggiore prevedibilità della domanda e dei volumi e un’adeguata attenzione alle offerte economicamente non sostenibili, che possono mettere a rischio la continuità delle forniture e favorire l’uscita degli operatori dal mercato.

La convergenza tra il percorso già avviato dall’Italia e la nuova impostazione europea rappresenta quindi un’opportunità da cogliere. L’Italia ha già indicato la strada e ora il passaggio decisivo è renderla effettiva, traducendo la nuova disciplina dell’accordo quadro in modelli di gara capaci di coniugare sostenibilità della spesa, concorrenza, continuità delle forniture e sicurezza degli approvvigionamenti.

Un procurement più equilibrato, competitivo e prevedibile può contribuire non solo alla sostenibilità del mercato dei farmaci fuori brevetto, ma anche a creare condizioni più favorevoli agli investimenti produttivi e a rafforzare la resilienza del sistema farmaceutico italiano ed europeo.

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