Sanofi, mieloma multiplo: isatuximab riduce del 40% il rischio di progressione della malattia nei pazienti di nuova diagnosi, non eleggibili al trapianto

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Sanofi ha presentato al Congresso ASCO i dati dello studio di fase III IMROZ, incentrato sull’uso dell’anticorpo monoclonale isatuximab nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibili al trapianto.

Isatuximab – in combinazione con lo standard di cura bortezomib, lenalidomide e desametasone (VRd) seguito da isatuximab-Rd (il regime IMROZ) – ha ridotto del 40% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto al regime terapeutico VRd seguito da Rd.

IMROZ è il primo studio di fase III a livello mondiale su un anticorpo monoclonale anti-CD38 in combinazione con lo standard di cura VRd a migliorare significativamente la sopravvivenza senza progressione di malattia e a mostrare risposte importanti in questa popolazione di pazienti che spesso hanno una prognosi non soddisfacente. I risultati dello studio IMROZ sono stati contemporaneamente pubblicati dal New England Journal of Medicine (NEJM).

L’uso di isatuximab in combinazione con VRd nei pazienti NDMM non eleggibili al trapianto è sperimentale e non è stato ancora valutato da alcuna autorità regolatoria.

“I risultati dello studio IMROZ, che confrontano isatuximab in combinazione con VRd rispetto al solo regime VRd, confermano il potenziale di isatuximab come nuovo caposaldo nel trattamento del mieloma multiplo di nuova diagnosi – osserva Michele Cavo, Direttore dell’UOC di Ematologia “Seragnoli” – IRCCS, AOU Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, Università degli Studi di Bologna, e Principal Investigator di IMROZ per l’Italia – I dati mostrano infatti un significativo vantaggio in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia in pazienti non eleggibili al trapianto. Questo beneficio ottenuto nella prima linea di terapia contribuisce al potenziale miglioramento globale degli esiti a lungo termine di una malattia curabile ma ancora non guaribile e con una elevata probabilità di discontinuazione nelle linee di trattamento successive alla prima.”

“Negli ultimi 20 anni, il ritmo della ricerca sul mieloma multiplo ha continuato ad accelerare, aprendo la strada a progressi terapeutici potenzialmente in grado di migliorare gli esiti per i pazienti – aggiunge Peter C. Adamson, Global Development Head, Oncology, Sanofi – Con il nostro impegno per contribuire a tracciare la strada a beneficio dei pazienti affetti da questa malattia, abbiamo accolto con favore i risultati di IMROZ presentati all’ASCO e ora pubblicati su NEJM, che dimostrano il potenziale di isatuximab nel migliorare la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti di nuova diagnosi e non candidabili al trapianto. Vogliamo esprimere la nostra profonda gratitudine ai pazienti, alle loro famiglie e ai ricercatori per la loro dedizione alla ricerca clinica.”

 

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