Scatta l’obbligo di pubblicare anche i risultati fallimentari degli studi sui farmaci

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Da gennaio si cambia registro. Negli USA, le regole sui test clinici sui farmaci diventeranno più trasparenti con l’obbligo di pubblicare i risultati anche in caso di fallimento. A riportare la notizia è il sito di Nature, che sottolinea come l’esito del 30% di questo tipo di ricerche non venga divulgato.

Le nuove regole, che saranno operative dal 18 gennaio, sono state varate dal Department of Health and Human Services (HHS), che gestisce il sito Clinicaltrial.gov, il più grande archivio di test al mondo, e dal National Institutes of Health (NIH). Già dal 2007 chi fa sperimentazioni sull’uomo negli Usa deve registrarsi al sito dell’Hhs, ma secondo le nuove regole ora ha 21 giorni per farlo dal primo arruolamento, mentre prima poteva aspettare di avere i risultati.

Nella registrazione dovranno essere indicate tutte le caratteristiche del test, compreso il metodo statistico usato per trattare i dati, e sarà obbligatorio pubblicare i risultati in ogni caso. Il Nih invece richiede nel nuovo regolamento a tutti i ricercatori finanziati dalle proprie agenzie di registrare anche i test di fase 1, quelli di sicurezza fatti di solito su volontari sani.

“La maggior parte dei test che falliscono all’inizio non sono pubblicati – commenta Christopher Gill, un ricercatore della Boston University – Questo ha effetto sulla letteratura scientifica e oscura informazioni importanti, ad esempio sui danni da una terapia sperimentale. Dal punto di vista dei consumatori e della scienza i fallimenti sono importanti quanto i successi”.

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