Spesa farmaceutica 2015 a 29 miliardi. Il rapporto Osmed integrale

21 giugno, 2016 nessun commento


Nel 2015 ogni italiano ha consumato in media 1,8 dosi di farmaci al giorno, per una spesa di 28,9 miliardi di euro, in forte crescita (+8,6%) rispetto all’anno precedente. Lo afferma il rapporto Osmed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) presentato oggi a Roma, secondo cui il 76,1% della spesa per le 1,9 miliardi di confezioni di medicinali e’ stato rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Le strutture sanitarie pubbliche hanno visto un aumento (+24,5%) dei costi per i nuovi farmaci innovativi, sottolinea il presidente Aifa Mario Melazzini, soprattutto quelli per il trattamento dell’epatite C. “Dal punto di vista dei consumi – rileva Melazzini – i dati mostrano invece un andamento sostanzialmente stabile. Confermate le differenze di genere con le donne che presentano una prevalenza media d’uso maggiore rispetto agli uomini”. Tra le Regioni, il Lazio registra i consumi maggiori (1.248,9 dosi ogni 1000 abitanti die), seguito dalla Puglia (1.235,7 DDD/1000 ab. die) e dalla Sardegna (1.219,1 DDD/1000 ab. die). La spesa lorda pro capite e’ maggiore in Campania (222,5 euro procapite), seguita da Puglia (214,8 euro) e Calabria (208,9 euro).

Le aree di spesa principali
“I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani, seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici e dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. – spiega Luca Pani, direttore generale dell’agenzia – I medicinali a brevetto scaduto rappresentano quasi il 70% dei consumi”. Ed e’ ”in aumento – conclude Pani – anche l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+49%) e della somatropina (+21,5%), con effetti positivi sulla spesa farmaceutica”.

Farmaci anti epatite C
A partire da dicembre 2014 l’AIFA ha avviato il disegno dei Registri di Monitoraggio dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta per l’epatite C. A dicembre 2015 erano stati avviati 31.069 trattamenti. La spesa SSN per i farmaci anti-HCV per l’anno 2015 ammonta a 1,7 miliardi di euro (7,8% della spesa SSN), corrispondente ad un consumo di 7,3 milioni di dosi giornaliere. Sofosbuvir è il primo principio attivo per spesa seguito dall’associazione sofosbuvir/ledipasvir. Al 20 giugno 2016 (ultimo aggiornamento dei Registri di Monitoraggio AIFA), i trattamenti avviati con i nuovi farmaci per la cura dell’epatite C sono 49.715.

Diminuisce uso antibiotici ma inappropriatezza alta
Continua a calare il consumo di antibiotici, ma l’inappropriatezza nelle prescrizioni resta alta, sopra il 30%. Nel 2015 sono state consumate 22,8 dosi giornaliere di antibiotici ogni mille abitanti , con una riduzione, rispetto al 2014, del 2,7%. Anche la spesa per questa categoria di farmaci ha fatto segnare una riduzione, rispetto all’anno precedente, del 3,2%, per un valore procapite pari a 14,77 euro. I consumi hanno continuato a mostrare un’ampia variabilita’ regionale e, in particolare, sono caratterizzati da un gradiente Nord-Sud. La Campania ha riportato il maggior consumo (32,5 Dosi (DDD)/1000 abitanti die), seguita dalla Puglia (29,8 Dosi/1000 ab. die), dalla Calabria (28,0 DDD/1000 ab. die) e dall’Abruzzo (26,0 DDD/1000 ab. die). La Provincia autonoma di Bolzano ha invece registrato il consumo piu’ basso (14,4 DDD/1000 ab. die), seguita dalla Liguria (16,0 DDD/1000 ab. die), dal Friuli Venezia Giulia (17,4 DDD/1000 ab. die ) e dal Veneto (17,9 DDD/1000 ab. die).

“L’impiego inappropriato di antibiotici supera il 30% in tutte le condizioni cliniche studiate, un dato che appare in costante calo rispetto agli anni precedenti – scrive l’Aifa -. In particolare, nel 2015 il 37,1% dei soggetti con diagnosi di affezioni virali delle prime vie respiratorie (influenza, raffreddore, laringotracheite acuta) ha ricevuto una prescrizione di antibiotico”.

7 dosi su 10 da generici, boom biosimilari
Cresce l’utilizzo dei farmaci generici: nel 2015 Il 69,8% delle dosi consumate ogni giorno e’ costituita da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano anche il 21,4% della spesa pubblica. Nell’ambito dell’assistenza convenzionata l’Emilia Romagna e’ la Regione con la maggiore incidenza della spesa per farmaci a brevetto scaduto sulla spesa farmaceutica convenzionata netta regionale, seguita da Umbria e Toscana. L’Abruzzo, la Lombardia e la Sardegna sono quelle con il livello di spesa piu’ basso. Quattro inibitori di pompa risultano tra i primi 20 principi attivi a brevetto scaduto a maggiore spesa convenzionata. Leuprolide, octreotide e gli elettroliti sono i farmaci a brevetto scaduto a maggior spesa tra quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. L’Italia

e’ al terzo posto in Europa in termini di spesa per farmaci che hanno goduto della copertura brevettuale, dopo Grecia e Irlanda. In forte aumento l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+49,0% rispetto al 2014) e della somatropina (+21,5%), con effetti positivi sulla spesa.

Scarica il rapporto completo

 

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