Pharma, quando il merger è un affare per il CEO

2 settembre, 2016 nessun commento


Hanno dato frutto le dure lotte del CEO di Medivation, David Hung, per far alzare i prezzi per gli azionisti in occasione della vendita della società. Quando Pfizer chiuderà l’acquisizione – che le costerà 14 miliardi di dollari – Hung raccoglierà oltre 300 milioni di dollari.

Più del doppio di quanto ha portato a casa il CEO di Genzyme, Henri Termeer, tra vendita di azioni, opzioni, unità di prestazione e trattamento di fine rapporto, quando ha ceduto a Sanofi la sua azienda per 20 miliardi di dollari.

Come è arrivato Hung a superare i 300 milioni di dollari? A partire dal 18 agosto ha tenuto 2,84 milioni di stock option del valore di 182 milioni di dollari. Possedeva poi 1,45 milioni di azioni a titolo definitivo del valore di 118,6 milioni di dollari. Altri 37 milioni li ha raccolti dai diritti di rivalutazione delle azioni che hanno i dirigenti quando le azioni salgono. Queste le principali entrate grazie alle quali è arrivato a circa 364 milioni di dollari.

Certamente una buona ricompensa per Hung, che ha co-fondato Medivation nel 2003.

Le altre “liquidazioni” d’oro
Un posto d’onore in classifica se lo è guadagnato David Pyott, CEO di Allergan, quando ha incassato 100 milioni di dollari dall’operazione di vendita ad Actavis (Allergan ha però mantenuto il nome).

L’attuale CEO di Allergan, Brent Saunders, secondo Blooomberg, vanta un “paracadute” da 140 milioni di dollari, di cui “solo” 12,2 milioni in contanti. Bernard Poussot, CEO di Wyeth acquisita da Pfizer, sarebbe riuscito a strappare una buonuscita di 53 milioni di dollari. Quasi 50 milioni sono arrivati invece a Fred Hassan, CEO di Schering -Plough, quando c’è stata la fusione con la Merck & Co. Schering ha anche coperto le tasse, per una somma pari a 11,7 milioni di dollari.

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