Medivation: perché alla fine l’ha spuntata Pfizer

6 settembre, 2016 nessun commento


Pfizer ha acquisito il gruppo biotech californiano Medivation con un’operazione da 14 miliardi di dollari. L’offerta, in contanti, è stata di 81,50 dollari per azione. L’annuncio è arrivato pochi giorni fa dopo un testa a testa con la francese Sanofi che è durato oltre cinque mesi e che ha visto coinvolte, in varie fasi, altre anche 11 Big Pharma.

Una trattativa cominciata ad aprile
Era il 20 aprile quando Pfizer ha annunciato il suo interesse all’operazione, attraverso il suo Senior Vice President Douglas Giordano. Un mese dopo telefonate, messaggi, visite, Giordano ha chiamato il CEO di Medivation, David Hung, sottolineando che Pfizer avrebbe voluto essere coinvolta in ogni negoziazione, spiegando i motivi di questa azione strategica. Rispetto al grande interesse espresso da Sanofi, all’inizio quello di Pfizer è passato quasi inosservato. Pfizer e Sanofi non hanno concorso da sole: già il 31 marzo, ovvero quando è stata annunciata la vendita di Medivation, si sono avvicinati quattro potenziali acquirenti, che, secondo varie fonti di stampa, erano AstraZeneca, Amgen, Novartis, Gilead Sciences o Celgene.

A giugno Medivation ha iniziato a contattare le varie aziende che avevano espresso interesse. È in questa fase che Pfizer ha fatto uno scatto, entrando tra le prime due società che hanno firmato un accordo di riservatezza (secondo quanto ha riportato da Reuters l‘altra era Amgen). Anche Sanofi ha seguito questa strada il 5 luglio, e così anche le altre Pharma interessate. Due giorni dopo, il CEO di Pfizer, Ian Read, il capo di R&S Mikael Dolsten e quello esecutivo della divisione oncologica, Mace Rothenberg, si sono incontrati con Hung. Il 13 luglio i gruppi di possibili acquirenti erano cinque. Medivation, nella settimana successiva, ha incontrato tutti i team dei singoli gruppi, un giorno alla volta. J.P. Morgan e Evercore hanno lanciato le linee guida per l’offerta, il cui termine era stato fissato per l’otto agosto. Ed è quindi iniziato il tam tam delle offerte. Pfizer ha inizialmente offerto 65 dollari per azione. Un’altra parte interessata è arrivata a 71 dollari. Il 19 agosto uno degli offerenti ha abbandonato, mentre le altre offerte variavano dai 72,5 dollari per azione ai 77 proposti da Pfizer. La seconda offerta più alta aveva raggiunto 75,5 dollari per azione. Il miglior offerente ha infine abbandonato lasciando in corsa tre aziende: il 20 agosto Pfizer ha prevalso con 81,5 dollari d’offerta per azione, contro gli 80 e gli 80,25 delle altre due parti in gioco.

J.P. Morgan e Evercore hanno dunque sottolineato che l’offerta di Pfizer “era corretta da un punto di vista finanziario”. Il board di Medivation ha approvato all’unanimità l’accordo il giorno stesso e lo ha annunciato due giorni dopo.Gli 81,5 dollari per azione hanno rappresentato per Medivation un premio del 30% al prezzo di chiusura del 19 agosto e un prezzo medio aumentato del 69% in riferimento alle ultime 52 settimane.

 

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