Humira

Prodotto da Abbvie e Eisai

Indicazione terapeutica: Artrite reumatoide e altre condizioni infiammatorie

Vendite 2015 : 14 miliardi di dollari

Proiezione 2020: 15,92 milioni di dollari

Humira è attualmente il farmaco più venduto al mondo e secondo le proiezioni degli esperti di EvaluatePharma continuerà a detenere questo primato anche nel 2020.  Quando e se il picco di vendite di questo farmaco subirà un declino è argomento su cui gli analisti si stanno interrogando.

Non è un segreto che i biosimilari si stanno facendo sempre più strada: l’indiana Zydus Cadila ne ha già lanciato uno in India e altri produttori sono interessati a questa ricca fetta di mercato. Non a caso, infatti, membri del settore dei biosimilari, regolatori, investitori e contribuenti hanno risposto ad un sondaggio lanciato dalla Bloomberg Intelligence indicando come massimo successo nei mercati europei e americani l’arrivo dei biosimilari di Humira.

Secondo quanto espresso da Abbvie tuttavia, la protezione della proprietà intellettuale negli Stati Uniti terrà i concorrenti lontano dal mercato fino al 2020, “tempo sufficiente – ha affermato John Boris, analista di Suntrust – affinchè la società ricavi il massimo profitto da Humira”. Non la pensa così invece Andrew Baum, analista di Citi, secondo cui i ricavi medi di Humira potrebbero iniziare a diminuire dopo il 2018, anno previsto con il massimo picco a 16 miliardi di dollari, e arrivare a 6 miliardi nel 2022.

Come si sta comportando Abbvie nel frattempo? La società sta puntando su nuovi prodotti e con attività di fusione e acquisizione (M&A). La società ha già investito 21 miliardi di dollari nel 2014, infatti, per Pharmacyclics, puntando sul farmaco oncologico Imbruvica. Gli analisti inoltre prevedono grandi cose per il nuovo farmaco contro l’epatite C della Abbvie, Viekira Pak.

Oltre a ciò dovrebbe riuscire a tenere alte le vendite fino al 2020 anche l’estensione di Humira a nuove indicazioni terapeutiche: a settembre 2015 ad esempio il farmaco ha ottenuto negli USA l’approvazione per una rara malattia infiammatoria della pelle che dovrebbe portare, secondo le proiezioni, a 1 miliardo di vendite l’anno.