HIV in Europa: da Gilead Sciences uno sguardo al futuro con The Long View

26 settembre, 2016 nessun commento


Quali saranno gli sviluppi dell’HIV nei prossimi anni, quali la gestione e il trattamento di questa infezione in Europa? A queste domande cercherà di rispondere l’iniziativa HIV: The Long View – realizzata con il supporto di Gilead Sciences, in collaborazione con Future Foundation – che prende il via oggi con il lancio del report elaborato da un gruppo di esperti. Il documento ha individuato una serie di azioni importanti che possono essere attuate oggi per migliorare lo stato di salute delle persone che convivono con HIV. Nello specifico:

  • garantire la non discriminazione per le persone che vivono con HIV a causa del loro comportamento sessuale e per il loro stato di salute;
  • adottare un nuovo approccio nella prevenzione dell’HIV, concentrando gli sforzi su specifici gruppi ad alto rischio;
  • raccogliere un maggior numero di dati sui pazienti con HIV al fine di migliorare la conoscenza generale sull’infezione e garantire loro i benefici della medicina personalizzata;
  • educare ed informare le categorie a rischio di contrarre l’infezione da HIV e coloro che già convivono con la malattia sulla necessità di prevenire o ritardare l’insorgenza di malattie croniche in futuro.

“Oggi ci troviamo di fronte a delle enormi opportunità, che potrebbero cambiare in meglio lo scenario sanitario, ma stiamo affrontando anche delle sfide uniche. La possibilità di un futuro più sano per le persone che vivono con HIV dipenderà da come risponderemo a queste nuove sfide –   dice Jeffrey V. Lazzaro, Rigshospitalet, Università di Copenhagen–  HIV: The Long View ha fornito delle informazioni che possono fungere da base per adottare una visione di lungo termine nella cura e nel sostegno delle persone affette da HIV. Non si tratta più soltanto di vivere più a lungo; oggi bisogna lavorare per garantire ai pazienti una buona qualità di vita nel lungo periodo.”

Lo scenario dei prossimi vent’anni
Con la diagnosi precoce e l’accesso al trattamento, l’HIV diverrà una condizione gestibile nel lungo periodo per molte persone. Si stima che entro il 2030 più dei due terzi della popolazione con HIV in Europa avrà 50 anni e più di un quarto di questo gruppo vivrà con tre o più malattie croniche. Confrontando il futuro della popolazione generale con quello della popolazione affetta da HIV, il report si propone di individuare azioni concrete per garantire un futuro migliore ai pazienti e a coloro che rischiano di contrarre il virus. La survey condotta su 10.000 persone in tutta Europa ha evidenziato il seguente scenario nei prossimi vent’anni:

  • il 53% degli intervistati crede che gli operatori sanitari saranno a disposizione attraverso la tecnologia, ad esempio effettuando delle chiamate virtuali da casa al posto delle visite di persona;
  • il 67% ritiene che le patologie a lungo termine diverranno un maggiore onere per il sistema sanitario a causa dell’invecchiamento della popolazione;
  • il 61% concorda sul fatto che lo screening preventivo sarà uno dei pilastri della cura;
  • il 57% degli intervistati vorrebbe parlare di più con il medico della propria salute a lungo termine.

“L’evoluzione della tecnologia in ambito sanitario potrebbe aumentare lo stigma per quei  pazienti con HIV più adulti: gli over 50, infatti, sono già più isolati rispetto ai giovani affetti dal virus. Questi ultimi potranno nel tempo usufruire di maggiori servizi  man mano che invecchiano –afferma Lorenzo Badia, Medico Infettivologo Policlinico Universitario S. Orsola Malpighi di Bologna  – Per sconfiggere lo stigma in maniera efficace è fondamentale garantire servizi di assistenza e cura appropriati per tutti i pazienti, tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione con HIV.” “Le associazioni pazienti e gli opinion leader hanno un unico e stretto legame con le realtà legate ad HIV e alla sua prevenzione.  La loro esperienza è stata determinante  nell’ambito delle dei dibattiti intercorsi per dare alla luce il report HIV: The Long View”. – conclude Mike Elliott, Vice Presidente, Medical Affairs, di Gilead Sciences  – La pubblicazione di questa ricerca rappresenta sicuramente una tappa importante al fine di aiutare ed incoraggiare i pazienti affetti da HIV e coloro che rischiano di contrarlo,  a pianificare un futuro più sano.”

 

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