Gilead GSK: guerra a colpi di studi per la leadership nel mercato dell’HIV

7 marzo, 2018 nessun commento


Testa a testa Gilead-GSK per il mercato dell’HIV. GlaxoSmithKline ha risposto all’approvazione di Biktarvy da parte della FDA, avvenuta a febbraio, lanciando il suo ottavo studio di fase 3 relativo a Tivicay ed Epivir, due farmaci anti-HIV sviluppati dall’unità GSK ViiV Healthcare. Ora Gilead contrattacca comunicando i dati di uno studio clinico che dimostra come Biktarvy non sia inferiore a Tivicay, Epivir e Ziagen, un altro farmaco di ViiV. Lo studio ha monitorato per 48 settimane 563 pazienti affetti da HIV. Alcuni di loro sono passati a Biktarvy dal regime di tre farmaci di GSK. I dati sono stati rilasciati alla Conferenza sui Retrovirus e le Infezioni Opportunistiche (CROI) tenutosi a Boston. Forse i dati più significativi dall’ultima prova di Gilead, almeno dal punto di vista del marketing, riguardano gli effetti collaterali. Infatti, i pazienti che assumevano il farmaco di Gilead mostravano un’incidenza di effetti avversi correlati al trattamento dell’8% rispetto al 16% del gruppo GSK. I dati indicano “che Biktarvy può essere appropriato per numerosi pazienti che vivono con l’HIV, che sono nuovi al trattamento o che scelgono di cambiare regime farmacologico”, ha detto Norbert Bischofberger, responsabile scientifico di Gilead e Vice Executive President della ricerca e sviluppo. La rivalità tra Gilead e GSK nel settore HIV è cominciata alla fine dello scorso anno quando ViiV ha ottenuto l’approvazione della FDA per Juluca. Si trattava del primo trattamento combinato di due farmaci contro l’HIV, Tivicay ed Epivir. Ma il nuovo farmaco di GSK non è stato approvato per i pazienti che sono nuovi all’utilizzo di farmaci antiretrovirali mentre Biktarvy di Gilead ha ottenuto il via libera anche per questi pazienti. Questo vantaggio di marketing è una delle ragioni per cui gli analisti di Wall Street nutrono grandi speranze per Biktarvy. Le stime prevedono vendite fino a 6 miliardi di dollari. Ma alcuni analisti sono ancora più ottimisti. Geoffrey Porges di Leerink Partners, per esempio, stima che il prodotto raggiungerà un picco annuale di 10 miliardi di dollari in vendite.

 

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